In recent years, in Sicily, the framework of local authorities has been redesigned with the abolition of regional Provinces (Province regionali) and the establishment of large-scale Entities (Enti di area vasta). The reform, carried out with the L.R. 24 March 2014, n. 8 ("Establishment of free municipal consortia and metropolitan cities") and L.R. 4 August 2015, n. 15 ("Provisions relating to free municipal consortia and metropolitan cities"), was strongly urged and addressed by the concomitant State interventions (pursuant to art. 117, co. 2, letter p, Constitution) on the system of local authorities in Regions with ordinary statutes (most recently, with the Law 7 April 2014, n. 56 "Provisions on metropolitan cities, provinces, unions and mergers of municipalities"), in an attempt to rationalize the decentralized institutional set-up, on the one hand reducing costs and, on the other, making the government action of those public entities, that have direct and constant contact with citizens and territory, more effective and efficient. This essay examines the choices made by the Sicilian legislator, who enjoys exclusive jurisdiction in this regard pursuant to art. 14, lett. o), of the Special Statute, on some salient points of the reorganization of large area Entities, such as - in particular - the methods of elections and the functions assigned to these entities, bearing in mind the indications inferable from the aforementioned State legislation (that represents "principles of major economic and social reform", binding the special Regions) and the most recent Constitutional jurisprudence (most recently, sent. 26 March 2015, n. 50), as well as the European Charter of Local Self-Government (signed in Strasbourg on 15 October 1985, ratified with Law 30 December 30 1989, n. 439).

Negli ultimi anni, in Sicilia, si è provveduto a ridisegnare il quadro degli enti locali con l’abolizione delle Province regionali e l’istituzione degli enti di area vasta. La riforma, operata con la L.R. 24 marzo 2014, n. 8 (“Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”) e la L.R. 4 agosto 2015, n. 15 (“Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane”), è stata fortemente sollecitata e indirizzata dai concomitanti interventi dello Stato (ai sensi dell’art. 117, co. 2, lett. p, Cost.) sull’ordinamento degli enti locali nelle Regioni a statuto ordinario (da ultimo, con la L. 7 aprile 2014, n. 56 - “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”), nel tentativo di razionalizzare l’assetto istituzionale decentrato, da un lato riducendone i costi e, dall’altro, rendendo più efficace ed efficiente l’azione di governo di quei soggetti pubblici che hanno un contatto diretto e costante con i consociati ed il territorio. Nel presente scritto si esaminano le scelte adottate dal legislatore siciliano, che in materia gode di competenza esclusiva ai sensi dell’art. 14, lett. o), dello Statuto speciale, su alcuni nodi salienti del riassetto ordinamentale degli enti di area vasta, quali – in particolare - le modalità di preposizione ad organi e le funzioni assegnate a tali enti, tenendo presenti le indicazioni desumibili dalla citata normativa statale (da intendersi come “principi di grande riforma economica e sociale”, vincolanti le Regioni speciali) e dalla più recente giurisprudenza costituzionale (da ultimo, sent. 26 marzo 2015, n. 50), nonché dalla Carta europea dell’autonomia locale (firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985, ratificata con L. 30 dicembre 1989, n. 439).

Le nuove sedi della rappresentanza in Sicilia: i liberi Consorzi comunali e le Città metropolitane

Francesca Leotta
Primo
2018

Abstract

Negli ultimi anni, in Sicilia, si è provveduto a ridisegnare il quadro degli enti locali con l’abolizione delle Province regionali e l’istituzione degli enti di area vasta. La riforma, operata con la L.R. 24 marzo 2014, n. 8 (“Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”) e la L.R. 4 agosto 2015, n. 15 (“Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane”), è stata fortemente sollecitata e indirizzata dai concomitanti interventi dello Stato (ai sensi dell’art. 117, co. 2, lett. p, Cost.) sull’ordinamento degli enti locali nelle Regioni a statuto ordinario (da ultimo, con la L. 7 aprile 2014, n. 56 - “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”), nel tentativo di razionalizzare l’assetto istituzionale decentrato, da un lato riducendone i costi e, dall’altro, rendendo più efficace ed efficiente l’azione di governo di quei soggetti pubblici che hanno un contatto diretto e costante con i consociati ed il territorio. Nel presente scritto si esaminano le scelte adottate dal legislatore siciliano, che in materia gode di competenza esclusiva ai sensi dell’art. 14, lett. o), dello Statuto speciale, su alcuni nodi salienti del riassetto ordinamentale degli enti di area vasta, quali – in particolare - le modalità di preposizione ad organi e le funzioni assegnate a tali enti, tenendo presenti le indicazioni desumibili dalla citata normativa statale (da intendersi come “principi di grande riforma economica e sociale”, vincolanti le Regioni speciali) e dalla più recente giurisprudenza costituzionale (da ultimo, sent. 26 marzo 2015, n. 50), nonché dalla Carta europea dell’autonomia locale (firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985, ratificata con L. 30 dicembre 1989, n. 439).
978-88-9391-408-6
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/365240
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact