The “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (2012) indicated very specific linguistic aims and goals that students have to reach at the end of their school years. Unfortunately the document didn’t give glottodidactic hints, useful to teachers and the results of Invalsi and Ocse Pisa linguistic tests are not yet adequate to the standard requested. The article offers a review of the various glottodidactic theories and practices which can be successfully used in order to support students during the acquisition of italian (as L1 or L2) at school. Among these studies Lo Duca 1997, 2018 and Camodeca-De Santis-Sabatini 2011 are good examples of a reflective and meaningful approach to Italian language teaching. A good linguistic syllabus should guide the students towards an active and reflective competence (oral and written skills) of Italian - which is an highly variable language in all diamesic, diatopic, diastratic, stylistic dimensions – with a graduate approach which could follows the steps of the Common European Framework for languages.

Anche se le “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (2012) indicano in modo chiaro gli obiettivi linguistici attesi per l’italiano L1 al termine delle scuola dell’obbligo, non sono suggeriti percorsi glottodidattici collaudati che consentano ai docenti di mettere in atto una pratica glottodidattica che consenta ai digitali nativi di conseguire con successo un’adeguata padronanza degli strumenti comunicativi. I test Invalsi e Ocse Pisa mostrano, infatti, carenze in ordine alle competenze lessicali, grammaticali e di literacy (comprensione e produzione dei testi) dei giovanissimi. L’articolo riflette sulla possibilità di adottare un metodo induttivo e deduttivo insieme - sulla scorta delle esperienze teorico-pratiche di Lo Duca 1997 e 2018 e Camodeca-De Santis - Sabatini 2011 - e sulla possibilità di partire dalla conoscenza dei nuovi assetti cognitivi e comunicativi e delle nuove tecnologie per costruire itinerari didattici che conducano con gradualità e “meaningfulness” verso le competenze di cittadinanza. Un sillabo di educazione linguistica verticale dovrebbe condurre lo studente dalla competenza relativa al testo orale, già comunque acquisita in contesto naturale, fino a quella relativa al testo scritto e a quella pluricodice del testo digitale. Tali competenze andrebbero sostenute da una pratica riflessiva costante che conduca lo studente verso una consapevolezza dei propri mezzi espressivi e che gli consenta di migliorarli anche autonomamente, grazie all’abitudine di un fecondo dialogo coi testi, che gli consentirà sempre più di muoversi nel complesso diasistema dell’italiano contemporaneo.

Didattica dell’italiano e curricolo verticale: proposte per i nativi digitali tra Scuola e Università

Sardo Rosaria
2019

Abstract

Anche se le “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (2012) indicano in modo chiaro gli obiettivi linguistici attesi per l’italiano L1 al termine delle scuola dell’obbligo, non sono suggeriti percorsi glottodidattici collaudati che consentano ai docenti di mettere in atto una pratica glottodidattica che consenta ai digitali nativi di conseguire con successo un’adeguata padronanza degli strumenti comunicativi. I test Invalsi e Ocse Pisa mostrano, infatti, carenze in ordine alle competenze lessicali, grammaticali e di literacy (comprensione e produzione dei testi) dei giovanissimi. L’articolo riflette sulla possibilità di adottare un metodo induttivo e deduttivo insieme - sulla scorta delle esperienze teorico-pratiche di Lo Duca 1997 e 2018 e Camodeca-De Santis - Sabatini 2011 - e sulla possibilità di partire dalla conoscenza dei nuovi assetti cognitivi e comunicativi e delle nuove tecnologie per costruire itinerari didattici che conducano con gradualità e “meaningfulness” verso le competenze di cittadinanza. Un sillabo di educazione linguistica verticale dovrebbe condurre lo studente dalla competenza relativa al testo orale, già comunque acquisita in contesto naturale, fino a quella relativa al testo scritto e a quella pluricodice del testo digitale. Tali competenze andrebbero sostenute da una pratica riflessiva costante che conduca lo studente verso una consapevolezza dei propri mezzi espressivi e che gli consenta di migliorarli anche autonomamente, grazie all’abitudine di un fecondo dialogo coi testi, che gli consentirà sempre più di muoversi nel complesso diasistema dell’italiano contemporaneo.
9788867606139
The “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (2012) indicated very specific linguistic aims and goals that students have to reach at the end of their school years. Unfortunately the document didn’t give glottodidactic hints, useful to teachers and the results of Invalsi and Ocse Pisa linguistic tests are not yet adequate to the standard requested. The article offers a review of the various glottodidactic theories and practices which can be successfully used in order to support students during the acquisition of italian (as L1 or L2) at school. Among these studies Lo Duca 1997, 2018 and Camodeca-De Santis-Sabatini 2011 are good examples of a reflective and meaningful approach to Italian language teaching. A good linguistic syllabus should guide the students towards an active and reflective competence (oral and written skills) of Italian - which is an highly variable language in all diamesic, diatopic, diastratic, stylistic dimensions – with a graduate approach which could follows the steps of the Common European Framework for languages.
Teaching Italian as a first or second language, glottodidactics, language acquisition, language education.
Didattica dell'italiano, formazione docenti, italiano contemporaneo, glottodidattica
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