Oggetto del presente lavoro sono le modalità della percezione/rappresentazione dell’esilio e dell’insilio, ma anche quelle del superamento/negazione dell’idea di frontiera nella letteratura nativa in lingua inglese d’ambito nord-americano, con specifico riferimento alla più recente produzione, saggistica e narrativa, di Thomas King. Di ascendenze cherokee, greca e tedesca, vissuto tra U.S, Canada e i territori delle riserve indiane, nonché accademico e docente di letteratura inglese e di cultura nativa, King è oggi tra i più importanti epigoni contemporanei del movimento della Native-American Renaissance e, nel suo macrotesto, si rivela attento esegeta e interprete di quei fenomeni di alienazione e sradicamento sul piano psicologico e sociale, ma anche di (ri)elaborazione in chiave transculturale e transnazionale della propria cultura, che marcano significativamente la realtà e la letteratura nativo-americana contemporanea. L’impianto teorico-metodologico trae in parte spunto dal New Historicism di Sthephen Greenblatt – con la sua ormai consolidata visione delle opere letterarie come “fields of force, places of dissension and shifting interests, occasions for the jostling of orthodox and subversive impulses” (“Towards a Poetics of Culture”, 1987) – e dalla prospettiva critica transculturale – che da Bhaba a Berry- Epstein, Welsh e altri, indaga le modalità con le quali elementi linguistici, letterari e artistici specifici di tradizioni culturali assai diverse tra loro vengono recuperati e utilizzati in un’ottica dialogica e di ibridazione – senza purtuttavia dimenticare come i temi dell’alienazione e della crisi d’identità (e quelli correlati dell’esilio e dell’insilio) continuino a essere centrali nella letteratura post-coloniale.

Gli indiani ‘scomodi’ di Thomas King tra negazione della frontiera, esilio e deportazione, tragedia e commedia

Persico, Gemma
2019

Abstract

Oggetto del presente lavoro sono le modalità della percezione/rappresentazione dell’esilio e dell’insilio, ma anche quelle del superamento/negazione dell’idea di frontiera nella letteratura nativa in lingua inglese d’ambito nord-americano, con specifico riferimento alla più recente produzione, saggistica e narrativa, di Thomas King. Di ascendenze cherokee, greca e tedesca, vissuto tra U.S, Canada e i territori delle riserve indiane, nonché accademico e docente di letteratura inglese e di cultura nativa, King è oggi tra i più importanti epigoni contemporanei del movimento della Native-American Renaissance e, nel suo macrotesto, si rivela attento esegeta e interprete di quei fenomeni di alienazione e sradicamento sul piano psicologico e sociale, ma anche di (ri)elaborazione in chiave transculturale e transnazionale della propria cultura, che marcano significativamente la realtà e la letteratura nativo-americana contemporanea. L’impianto teorico-metodologico trae in parte spunto dal New Historicism di Sthephen Greenblatt – con la sua ormai consolidata visione delle opere letterarie come “fields of force, places of dissension and shifting interests, occasions for the jostling of orthodox and subversive impulses” (“Towards a Poetics of Culture”, 1987) – e dalla prospettiva critica transculturale – che da Bhaba a Berry- Epstein, Welsh e altri, indaga le modalità con le quali elementi linguistici, letterari e artistici specifici di tradizioni culturali assai diverse tra loro vengono recuperati e utilizzati in un’ottica dialogica e di ibridazione – senza purtuttavia dimenticare come i temi dell’alienazione e della crisi d’identità (e quelli correlati dell’esilio e dell’insilio) continuino a essere centrali nella letteratura post-coloniale.
9788894417128
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/370383
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