The comparison between a passage of Strabo on the inhabitants of Mazaka/Caesarea (who respect the rules of Charondas, relying on a “singer of the laws”, like an interpreter, “just like the jurisconsults at the Romans”), the second mimiamb of Herondas, which preserves in a metric form a rule of the famous legislator, and a fragmentary inscription from Cos (188 B.C.) allows us to hypothesize that King Ariarathes IV or his son “imported” in Cappadocia the code of the Catanian nomothetes. If on the one hand the analysis of a decree from neighboring Anisa (late II-early I century B.C.) confirms the influence of the Cappadocian sovereigns – albeit through the mediation of the indigenous aristocracies and the Hellenized city elites – in the diffusion and application of Greek laws, on the other hand the Charondas’ legislation on the tutela of the orphans at an early age should not be confused with the application at Tyana of the Roman laws on the cura of the orphans in puberty.

Il confronto fra un passo di Strabone sugli abitanti di Mazaka/Cesarea (i quali rispettano le norme di Caronda, affidandosi ad un “cantore delle leggi”, alla stregua di un interprete, “proprio come i giureconsulti presso i Romani”), il secondo mimiambo di Eronda, che conserva in forma metrica una norma del famoso legislatore, e un’iscrizione frammentaria proveniente da Cos (188 a.C.) consente di ipotizzare che il re Ariarate IV o il proprio figlio abbiano “importato” il codice del nomoteta catanese in Cappadocia. Se da un canto l’analisi di un decreto proveniente dalla vicina Anisa (tardo II-inizi I a.C.) conferma l’influsso dei sovrani cappadoci – seppure attraverso la mediazione delle aristocrazie indigene e delle élites cittadine ellenizzate – nella diffusione e nell’applicazione di leggi greche, dall’altro la normativa di Caronda relativa alla tutela degli orfani in tenera età non va confusa con l’applicazione a Tiana delle leggi romane in materia di cura degli orfani in età puberale.

Dai cantori ai giureconsulti: leggi orali e norme scritte nella Cappadocia ellenistico-romana

Cassia Margherita
2019

Abstract

Il confronto fra un passo di Strabone sugli abitanti di Mazaka/Cesarea (i quali rispettano le norme di Caronda, affidandosi ad un “cantore delle leggi”, alla stregua di un interprete, “proprio come i giureconsulti presso i Romani”), il secondo mimiambo di Eronda, che conserva in forma metrica una norma del famoso legislatore, e un’iscrizione frammentaria proveniente da Cos (188 a.C.) consente di ipotizzare che il re Ariarate IV o il proprio figlio abbiano “importato” il codice del nomoteta catanese in Cappadocia. Se da un canto l’analisi di un decreto proveniente dalla vicina Anisa (tardo II-inizi I a.C.) conferma l’influsso dei sovrani cappadoci – seppure attraverso la mediazione delle aristocrazie indigene e delle élites cittadine ellenizzate – nella diffusione e nell’applicazione di leggi greche, dall’altro la normativa di Caronda relativa alla tutela degli orfani in tenera età non va confusa con l’applicazione a Tiana delle leggi romane in materia di cura degli orfani in età puberale.
978-88-6344-552-7
The comparison between a passage of Strabo on the inhabitants of Mazaka/Caesarea (who respect the rules of Charondas, relying on a “singer of the laws”, like an interpreter, “just like the jurisconsults at the Romans”), the second mimiamb of Herondas, which preserves in a metric form a rule of the famous legislator, and a fragmentary inscription from Cos (188 B.C.) allows us to hypothesize that King Ariarathes IV or his son “imported” in Cappadocia the code of the Catanian nomothetes. If on the one hand the analysis of a decree from neighboring Anisa (late II-early I century B.C.) confirms the influence of the Cappadocian sovereigns – albeit through the mediation of the indigenous aristocracies and the Hellenized city elites – in the diffusion and application of Greek laws, on the other hand the Charondas’ legislation on the tutela of the orphans at an early age should not be confused with the application at Tyana of the Roman laws on the cura of the orphans in puberty.
Cappadocia, Strabo, Charondas, Mazaka, Tyana
Cappadocia, Strabone, Caronda, Mazaka, Tiana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/372154
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