Un collage, che ha accompagnato il nostro lavoro in questi anni, costituisce un’immagine emblematica e permette in modo sintetico di dare al lettore una chiave interpretativa della ricerca: la figura finale, frutto di un montaggio di frammenti diversi, rappresenta un paesaggio reale ma compresso in un fotogramma, che tiene insieme tutti i paesaggi contraddittori che si intrecciano sul territorio senza soluzione di continuità. Infrastrutture, cave, raffinerie, campi agricoli, zone archeologiche, spiagge con bagnanti si affastellano le une sulle altre procurando spaesamento e stupore. Questa immagine icastica racchiude e condensa con precisione le domande che hanno stimolato il lavoro di ricerca: Come ripensare e riconfigurare i frammenti del paesaggio agricolo, i resti archeologici, le macerie lasciate dalle industrie e le periferie urbane. Quali fattori determinanti possono essere individuati e potenziati per sviluppare una nuova visione capace di comprendere e delineare la “forma della città” contemporanea? Come immaginare e ripensare il riuso degli insediamenti commerciali e industriali dismessi, la valorizzazione dei siti archeologici, la riappropriazione del rapporto con il mare, la riconfigurazione del sistema infrastrutturale e l’introduzione di modelli sostenibili di produzione agricola e industriale? Non è facile rispondere a queste domande che aprono orizzonti problematici di ampio spettro spesso fuori il controllo locale appartenendo a una dimensione geopolitica ed economica internazionale. Il tentativo svolto in questi anni di ricerca nella SDS architettura di Siracusa è stato finalizzato a utilizzare il progetto come strumento privilegiato di conoscenza per assemblare e ricomporre i frammenti e gli scarti di un processo di dismissione industriale lento e nebuloso che coinvolge mare e terra aprendo nuovi orizzonti. Questo lavoro ha portato all’elaborazione di un Disegno strategico che costituisce la sperimentazione sul campo di un paradigma diverso nella pratica del progetto.

Architettura laterale. Un Disegno strategico per il territorio di Siracusa e Augusta.

Marco Navarra
2018-01-01

Abstract

Un collage, che ha accompagnato il nostro lavoro in questi anni, costituisce un’immagine emblematica e permette in modo sintetico di dare al lettore una chiave interpretativa della ricerca: la figura finale, frutto di un montaggio di frammenti diversi, rappresenta un paesaggio reale ma compresso in un fotogramma, che tiene insieme tutti i paesaggi contraddittori che si intrecciano sul territorio senza soluzione di continuità. Infrastrutture, cave, raffinerie, campi agricoli, zone archeologiche, spiagge con bagnanti si affastellano le une sulle altre procurando spaesamento e stupore. Questa immagine icastica racchiude e condensa con precisione le domande che hanno stimolato il lavoro di ricerca: Come ripensare e riconfigurare i frammenti del paesaggio agricolo, i resti archeologici, le macerie lasciate dalle industrie e le periferie urbane. Quali fattori determinanti possono essere individuati e potenziati per sviluppare una nuova visione capace di comprendere e delineare la “forma della città” contemporanea? Come immaginare e ripensare il riuso degli insediamenti commerciali e industriali dismessi, la valorizzazione dei siti archeologici, la riappropriazione del rapporto con il mare, la riconfigurazione del sistema infrastrutturale e l’introduzione di modelli sostenibili di produzione agricola e industriale? Non è facile rispondere a queste domande che aprono orizzonti problematici di ampio spettro spesso fuori il controllo locale appartenendo a una dimensione geopolitica ed economica internazionale. Il tentativo svolto in questi anni di ricerca nella SDS architettura di Siracusa è stato finalizzato a utilizzare il progetto come strumento privilegiato di conoscenza per assemblare e ricomporre i frammenti e gli scarti di un processo di dismissione industriale lento e nebuloso che coinvolge mare e terra aprendo nuovi orizzonti. Questo lavoro ha portato all’elaborazione di un Disegno strategico che costituisce la sperimentazione sul campo di un paradigma diverso nella pratica del progetto.
978-88-6242-255-0
Archeologia industriale, dismissioni, metamorfosi, architettura, territori tardo-industriali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/495106
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