I bacini fluviali sono anche bacini colturali e culturali: la presenza del fiume, infatti, caratterizza fortemente il paesaggio (Pizziolo, 2007) e connota diversi aspetti di un’eredità comune, materiale e immateriale, da intendersi non solo come testimonianza storica ma anche come opportunità per lo sviluppo locale. La Convenzione Europea del Paesaggio e la Convenzione di Faro chiariscono l’importanza del ruolo delle comunità locali non solo in termini di percezione e riconoscimento di tale eredità comune, ma soprattutto nel perseguire un orizzonte di «uso sostenibile, sviluppo umano e qualità della vita» (art. 1c, Convenzione di Faro). Questo implica la necessità di un atteggiamento proattivo delle comunità di eredità, chiamate anche a diventare comunità d’azione. Come catalizzare tale azione, specialmente in un momento storico di forte sfiducia e crisi delle istituzioni democratiche, in cui emerge sempre più diffusamente la necessità di costruire traiettorie evolutive altre rispetto agli attuali modelli economici dominanti (Klein, 2017)? Nella Valle del Simeto, da più di un decennio è in atto un processo di sviluppo avviato e alimentato grazie all’approccio della ricerca-azione (Reason & Bradbury, 2001), condotto in partnership tra il Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT) dell’Università di Catania e diversi attori territoriali, che negli anni hanno costruito una comunità aggregata attorno al fiume e ai suoi socio-ecosistemi. In particolare, dopo una mobilitazione sociale ispirata da istanze di giustizia ambientale in risposta al Piano Regionale Rifiuti del 2002 e una prima fase di ricerca-azione condotta con il LabPEAT dal 2008, un gruppo di soggetti attivi si è organizzato in un Presidio Partecipativo. Nel 2015, il Presidio ha sottoscritto una Convenzione Quadro con 10 Comuni che si attestano lungo il medio corso del Simeto e l’Università. Tale Convenzione, denominata Patto di Fiume Simeto, ha tra le proprie finalità il potenziamento del ruolo della comunità locale nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio territoriale da essa riconosciuto. Il presente contributo intende restituire alcuni aspetti chiave e riflessioni in merito alle dinamiche di nascita ed evoluzione della comunità di azione del Simeto.

Fare comunità attorno al fiume: l'esperienza della Valle del Simeto in Sicilia

Giusy Pappalardo
;
Filippo Gravagno
2020

Abstract

I bacini fluviali sono anche bacini colturali e culturali: la presenza del fiume, infatti, caratterizza fortemente il paesaggio (Pizziolo, 2007) e connota diversi aspetti di un’eredità comune, materiale e immateriale, da intendersi non solo come testimonianza storica ma anche come opportunità per lo sviluppo locale. La Convenzione Europea del Paesaggio e la Convenzione di Faro chiariscono l’importanza del ruolo delle comunità locali non solo in termini di percezione e riconoscimento di tale eredità comune, ma soprattutto nel perseguire un orizzonte di «uso sostenibile, sviluppo umano e qualità della vita» (art. 1c, Convenzione di Faro). Questo implica la necessità di un atteggiamento proattivo delle comunità di eredità, chiamate anche a diventare comunità d’azione. Come catalizzare tale azione, specialmente in un momento storico di forte sfiducia e crisi delle istituzioni democratiche, in cui emerge sempre più diffusamente la necessità di costruire traiettorie evolutive altre rispetto agli attuali modelli economici dominanti (Klein, 2017)? Nella Valle del Simeto, da più di un decennio è in atto un processo di sviluppo avviato e alimentato grazie all’approccio della ricerca-azione (Reason & Bradbury, 2001), condotto in partnership tra il Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT) dell’Università di Catania e diversi attori territoriali, che negli anni hanno costruito una comunità aggregata attorno al fiume e ai suoi socio-ecosistemi. In particolare, dopo una mobilitazione sociale ispirata da istanze di giustizia ambientale in risposta al Piano Regionale Rifiuti del 2002 e una prima fase di ricerca-azione condotta con il LabPEAT dal 2008, un gruppo di soggetti attivi si è organizzato in un Presidio Partecipativo. Nel 2015, il Presidio ha sottoscritto una Convenzione Quadro con 10 Comuni che si attestano lungo il medio corso del Simeto e l’Università. Tale Convenzione, denominata Patto di Fiume Simeto, ha tra le proprie finalità il potenziamento del ruolo della comunità locale nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio territoriale da essa riconosciuto. Il presente contributo intende restituire alcuni aspetti chiave e riflessioni in merito alle dinamiche di nascita ed evoluzione della comunità di azione del Simeto.
978-88-9285-006-4
heritage, landscape, community
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/501692
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