In 535 AD Justinian issued a measure, Novel 14 (De lenonibus), which – to curb the rampant phenomenon of prostitution in a big city like Constantinople – hit the pimps with the corporal punishment, the expulsion from the capital and, in the worst cases, the death sentence. Ten years earlier, in 525, Justinian himself married Theodora, a woman of humble origins, a follower of the Monophysite heresy, former dancer, former concubine of a rich governor, courtesan and, because of her sexually dissolute behaviour, forever branded by infamia, a destiny that hung over showbiz women and prostitutes. Infamia was a real ethical-social ‘stigma’ that limited the rights of certain categories of individuals and set off their legal inferiority with impediments and restrictions of various kinds, concerning both the public and private sphere (including the matrimonial law). Yet, Justinian, struck by the beauty and intelligence of Theodora, about fifteen years younger than him, married her, but only after having obtained the modification of the previous legislation. Can a decisive influence of his wife be recognized in the Justinianic measure of 535? The purpose of this study is precisely that of trying to understand – in testimonies of a different nature from the legal text and sometimes, but not always, hostile to Theodora – the possible traces (or even any evidence) of a direct intervention by the empress, especially as regards the fate of harlots, once removed from the clutches of their parasites, as a result of the legislation of her husband. In other words, we will try to verify if, within the imperial couple, Theodora may have been so influential on Justinian that it can be legitimately assumed that their kingdom, while not being defined as a ‘diarchy’, nevertheless saw a substantial complementarity of intents not only in social, but also political and cultural field.

Nel 535 d.C. Giustiniano emanò un provvedimento, la Novella 14 (De lenonibus), la quale – allo scopo di frenare il dilagante fenomeno della prostituzione in una grande città come Costantinopoli – colpiva gli sfruttatori con punizioni corporali, l’espulsione dalla capitale e, nei casi peggiori, la condanna a morte. Dieci anni prima, nel 525, lo stesso Giustiniano aveva sposato Teodora, una donna di umili origini, seguace dell’eresia monofisita, ex ballerina, ex concubina di un ricco governatore, cortigiana e, a causa del suo comportamento sessualmente dissoluto, marchiata per sempre dall’infamia, un destino che incombeva sulle donne dello spettacolo e sulle prostitute. L’infamia era un vero e proprio «stigma» etico-sociale che limitava i diritti di alcune categorie di individui e ne sanciva l’inferiorità giuridica con impedimenti e restrizioni di vario genere, riguardanti sia la sfera pubblica sia quella privata (compreso il diritto di matrimonio). Eppure Giustiniano, colpito dalla bellezza e dall’intelligenza di Teodora, una quindicina di anni più giovane di lui, la sposò, ma solo dopo aver ottenuto la modifica della precedente legislazione. Si può riconoscere un’influenza decisiva della moglie nella normativa giustinianea del 535? Lo scopo di questo studio è proprio quello di cercare di comprendere – in testimonianze di natura diversa dal testo giuridico e talvolta, ma non sempre, ostili a Teodora – le possibili tracce (o addirittura l’eventuale testimonianza) di un intervento diretto dell’imperatrice, soprattutto per quanto riguarda la sorte delle prostitute, una volta sottratte alle grinfie dei loro parassiti, a seguito della legislazione del marito. In altre parole, si cercherà di verificare se, all’interno della coppia imperiale, Teodora possa essere stata così influente su Giustiniano da poter legittimamente presumere che il loro regno, pur non essendo definito come una ‘diarchia’, vedesse nondimeno una sostanziale complementarità di intenti non solo in campo sociale, ma anche politico e culturale.

Expelling the pimps and sheltering the harlots: Justinian and Theodora against prostitution

Gaetano Arena
2022

Abstract

Nel 535 d.C. Giustiniano emanò un provvedimento, la Novella 14 (De lenonibus), la quale – allo scopo di frenare il dilagante fenomeno della prostituzione in una grande città come Costantinopoli – colpiva gli sfruttatori con punizioni corporali, l’espulsione dalla capitale e, nei casi peggiori, la condanna a morte. Dieci anni prima, nel 525, lo stesso Giustiniano aveva sposato Teodora, una donna di umili origini, seguace dell’eresia monofisita, ex ballerina, ex concubina di un ricco governatore, cortigiana e, a causa del suo comportamento sessualmente dissoluto, marchiata per sempre dall’infamia, un destino che incombeva sulle donne dello spettacolo e sulle prostitute. L’infamia era un vero e proprio «stigma» etico-sociale che limitava i diritti di alcune categorie di individui e ne sanciva l’inferiorità giuridica con impedimenti e restrizioni di vario genere, riguardanti sia la sfera pubblica sia quella privata (compreso il diritto di matrimonio). Eppure Giustiniano, colpito dalla bellezza e dall’intelligenza di Teodora, una quindicina di anni più giovane di lui, la sposò, ma solo dopo aver ottenuto la modifica della precedente legislazione. Si può riconoscere un’influenza decisiva della moglie nella normativa giustinianea del 535? Lo scopo di questo studio è proprio quello di cercare di comprendere – in testimonianze di natura diversa dal testo giuridico e talvolta, ma non sempre, ostili a Teodora – le possibili tracce (o addirittura l’eventuale testimonianza) di un intervento diretto dell’imperatrice, soprattutto per quanto riguarda la sorte delle prostitute, una volta sottratte alle grinfie dei loro parassiti, a seguito della legislazione del marito. In altre parole, si cercherà di verificare se, all’interno della coppia imperiale, Teodora possa essere stata così influente su Giustiniano da poter legittimamente presumere che il loro regno, pur non essendo definito come una ‘diarchia’, vedesse nondimeno una sostanziale complementarità di intenti non solo in campo sociale, ma anche politico e culturale.
978-88-00-86281-3
In 535 AD Justinian issued a measure, Novel 14 (De lenonibus), which – to curb the rampant phenomenon of prostitution in a big city like Constantinople – hit the pimps with the corporal punishment, the expulsion from the capital and, in the worst cases, the death sentence. Ten years earlier, in 525, Justinian himself married Theodora, a woman of humble origins, a follower of the Monophysite heresy, former dancer, former concubine of a rich governor, courtesan and, because of her sexually dissolute behaviour, forever branded by infamia, a destiny that hung over showbiz women and prostitutes. Infamia was a real ethical-social ‘stigma’ that limited the rights of certain categories of individuals and set off their legal inferiority with impediments and restrictions of various kinds, concerning both the public and private sphere (including the matrimonial law). Yet, Justinian, struck by the beauty and intelligence of Theodora, about fifteen years younger than him, married her, but only after having obtained the modification of the previous legislation. Can a decisive influence of his wife be recognized in the Justinianic measure of 535? The purpose of this study is precisely that of trying to understand – in testimonies of a different nature from the legal text and sometimes, but not always, hostile to Theodora – the possible traces (or even any evidence) of a direct intervention by the empress, especially as regards the fate of harlots, once removed from the clutches of their parasites, as a result of the legislation of her husband. In other words, we will try to verify if, within the imperial couple, Theodora may have been so influential on Justinian that it can be legitimately assumed that their kingdom, while not being defined as a ‘diarchy’, nevertheless saw a substantial complementarity of intents not only in social, but also political and cultural field.
Justinian; Theodora; Legislation; Panderism; Prostitution.
Giustiniano; Teodora; legislazione; lenocinio; prostituzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/518119
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