Il territorio ibleo è qualificato da una complessa stratificazione del sistema insediativo e dai peculiari tratti fisionomici della sua natura costruita. Gli espedienti congeniati nel tempo dall’uomo per abitare questo territorio danno ordine a un’interessante struttura antropica, che declina con esiti singolari, quanto pragmatici, la forma topologica e geologica in forma domestica. Un’opera di modellazione, questa, in cui la forma della geografia è tradotta in forme logiche della geometria. Il linguaggio della mente, potenziale astratto che l’uomo prefigura per predisporre la sua artificiale nicchia ecologica, si fa qui casa, città, masseria, territorio. Un territorio, sì artificializzato, ma dove la natura è risarcita dall’essere materia preminente di un’idea di costruzione della realtà materiale e ambientale come grande artefatto per la vita dell’uomo. Artefatto che non conosce la conclusione di un tragitto temporale, che anche quando sembra relegato ad una condizione di oblio, di “scarto”, si sta concedendo temporaneamente ad un processo di riappropriazione della natura, celando però un latente, potenziale ritorno ad una vitalità ciclica.

Abitare negli Iblei La ciclicità della pietra nell’evoluzione di una tradizione insediativa

Foti F.
2022

Abstract

Il territorio ibleo è qualificato da una complessa stratificazione del sistema insediativo e dai peculiari tratti fisionomici della sua natura costruita. Gli espedienti congeniati nel tempo dall’uomo per abitare questo territorio danno ordine a un’interessante struttura antropica, che declina con esiti singolari, quanto pragmatici, la forma topologica e geologica in forma domestica. Un’opera di modellazione, questa, in cui la forma della geografia è tradotta in forme logiche della geometria. Il linguaggio della mente, potenziale astratto che l’uomo prefigura per predisporre la sua artificiale nicchia ecologica, si fa qui casa, città, masseria, territorio. Un territorio, sì artificializzato, ma dove la natura è risarcita dall’essere materia preminente di un’idea di costruzione della realtà materiale e ambientale come grande artefatto per la vita dell’uomo. Artefatto che non conosce la conclusione di un tragitto temporale, che anche quando sembra relegato ad una condizione di oblio, di “scarto”, si sta concedendo temporaneamente ad un processo di riappropriazione della natura, celando però un latente, potenziale ritorno ad una vitalità ciclica.
9788833340647
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/535897
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