Questo progetto dimostra quanto il tema della memoria sia centrale nella ricerca artistica contemporanea. Rappresenta anche il più promettente terreno di ibridazione tra arte e scienza, tra espressione e riflessione umanistica e sociale. La memoria è spesso considerata la manifestazione più radicale della nostra individualità. Ciascuno di noi, grazie ad essa, lega il proprio passato al presente e alla proiezione verso il futuro. La memoria, associa i nostri ricordi e configura la nostra identità personale. Tuttavia, contrariamente al sentire diffuso, essa non presenta esclusivamente una dimensione individuale, ma ne possiede anche una collettiva. Nella memoria, infatti, si ritrova l’intreccio inestricabile tra individuale e sociale che fonda il nostro essere-nel-mondo. La memoria si dispiega nel tempo e nello spazio geografico. Innanzi tutto, attraverso il corpo, luogo privilegiato dell’iscrizione delle tracce del passato. Ma essa vive anche “esteriorizzata”, come mostrato magistralmente da Leroi-Gourhan: il linguaggio, l’arte, gli artefatti e i media: dalla scrittura, alla stampa, la fotografia e fino alla contemporanea digitalizzazione dei testi, dei suoni e delle immagini. Nonostante i meccanismi cerebrali e cognitivi che sottostanno a questa complessa architettura siano ancora solo scarsamente noti, la loro comprensione potrebbe aprire la strada ad una nuova “semiologia” in cui l’individuo si trova a fronteggiare eventi sociali traumatici e in cui le significazioni individuali e collettive possono essere anche radicalmente contrastanti. Per tale ragione, ha un grande valore euristico lo studio sistematico della memoria culturale delle catastrofi.

Memoria, memorie, traumi e identità

guido nicolosi
2022

Abstract

Questo progetto dimostra quanto il tema della memoria sia centrale nella ricerca artistica contemporanea. Rappresenta anche il più promettente terreno di ibridazione tra arte e scienza, tra espressione e riflessione umanistica e sociale. La memoria è spesso considerata la manifestazione più radicale della nostra individualità. Ciascuno di noi, grazie ad essa, lega il proprio passato al presente e alla proiezione verso il futuro. La memoria, associa i nostri ricordi e configura la nostra identità personale. Tuttavia, contrariamente al sentire diffuso, essa non presenta esclusivamente una dimensione individuale, ma ne possiede anche una collettiva. Nella memoria, infatti, si ritrova l’intreccio inestricabile tra individuale e sociale che fonda il nostro essere-nel-mondo. La memoria si dispiega nel tempo e nello spazio geografico. Innanzi tutto, attraverso il corpo, luogo privilegiato dell’iscrizione delle tracce del passato. Ma essa vive anche “esteriorizzata”, come mostrato magistralmente da Leroi-Gourhan: il linguaggio, l’arte, gli artefatti e i media: dalla scrittura, alla stampa, la fotografia e fino alla contemporanea digitalizzazione dei testi, dei suoni e delle immagini. Nonostante i meccanismi cerebrali e cognitivi che sottostanno a questa complessa architettura siano ancora solo scarsamente noti, la loro comprensione potrebbe aprire la strada ad una nuova “semiologia” in cui l’individuo si trova a fronteggiare eventi sociali traumatici e in cui le significazioni individuali e collettive possono essere anche radicalmente contrastanti. Per tale ragione, ha un grande valore euristico lo studio sistematico della memoria culturale delle catastrofi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/536437
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