Il presente contributo intende esplorare l’interconnessione tra la dimensione sociolinguistica e la codifica di una grammatica attraverso lo sviluppo della consapevolezza metalinguistica nella comunità dei sordi italiani utilizzando l’ipotesi della relazione tra determinanti sociali e complessità morfologica (Schembri et al., 2018). Analizzando dati raccolti in diversi contesti pubblici negli ultimi trent’anni, si vedrà che per effetto dell’attività metalinguistica, vengono costruite categorie grammaticali e strumenti di analisi per esplorare la lingua e accedere ad un corpus di forme e regole di cui prima gli utenti non erano consapevoli. Questo processo, definito “grammatizzazione” (Auroux, 1994), influenza la comunicazione e l’uso, anche in assenza di un sistema di scrittura, come nel caso delle lingue dei segni. Si farà riferimento anche a processi simili avvenuti nelle lingue vocali, come per esempio in italiano nel momento dell’invenzione della stampa e dell’unità d’Italia (Richardson, 2014; De Mauro, 2011) o in inglese con il massiccio intervento dei ‘grammatici’ (Van Ostade, 2008) mostrando l’interconnessione sistematica della dimensione sociale e di quella strutturale. Si vedrà che il cambiamento interno della lingua può essere il risultato di una trasformazione degli atteggiamenti nei confronti della lingua stessa che porta alla selezione di alcune caratteristiche e alla censura di altre tra le varie forme che una lingua dei segni può avere in una comunità. Pertanto, in quest’ottica, le norme possono essere considerate veri e propri strumenti culturali che vengono legittimati dalla comunità (Slobin, 2013).

Dall’uso alla norma: processi di grammatizzazione nella lingua dei segni italiana (LIS)

Sabina Fontana
2020

Abstract

Il presente contributo intende esplorare l’interconnessione tra la dimensione sociolinguistica e la codifica di una grammatica attraverso lo sviluppo della consapevolezza metalinguistica nella comunità dei sordi italiani utilizzando l’ipotesi della relazione tra determinanti sociali e complessità morfologica (Schembri et al., 2018). Analizzando dati raccolti in diversi contesti pubblici negli ultimi trent’anni, si vedrà che per effetto dell’attività metalinguistica, vengono costruite categorie grammaticali e strumenti di analisi per esplorare la lingua e accedere ad un corpus di forme e regole di cui prima gli utenti non erano consapevoli. Questo processo, definito “grammatizzazione” (Auroux, 1994), influenza la comunicazione e l’uso, anche in assenza di un sistema di scrittura, come nel caso delle lingue dei segni. Si farà riferimento anche a processi simili avvenuti nelle lingue vocali, come per esempio in italiano nel momento dell’invenzione della stampa e dell’unità d’Italia (Richardson, 2014; De Mauro, 2011) o in inglese con il massiccio intervento dei ‘grammatici’ (Van Ostade, 2008) mostrando l’interconnessione sistematica della dimensione sociale e di quella strutturale. Si vedrà che il cambiamento interno della lingua può essere il risultato di una trasformazione degli atteggiamenti nei confronti della lingua stessa che porta alla selezione di alcune caratteristiche e alla censura di altre tra le varie forme che una lingua dei segni può avere in una comunità. Pertanto, in quest’ottica, le norme possono essere considerate veri e propri strumenti culturali che vengono legittimati dalla comunità (Slobin, 2013).
9788876678431
Norma, Lingua dei segni italiana, grammatizzazione, sociolinguistica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/537469
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