In some tables of the graphic novel Kobane Calling, published by the Bao publishing house in 2015, graphic artist Michele Rech, aka Zerocalcare, tries to explain the deeper reason for his departure for a story about the conflict in Syria. The difficulty of giving this both word and image is initially translated into a pixelated cartoon. A grainy, as the author says, conveying the difficulty of focus that eventually reveals a heart full of wounds, images and words gathered elsewhere. This, probably, is the sequence that engraves almost like a matrix Zerocalcare's intermedial work divided between creative action on the material and immaterial levels of definition of media languages with respect to history, society and imaginaries and the sensitive expression of the lights and shadows of human reality. For this reason, the contribution aims to review some of the traits of hybridisation between pages and screens in Zerocalcare's production, starting above all from Rebibbia Quarantine, an experiment of 'trespassing' between comics, reportage and web seriality produced during the months of the pandemic by Covid-19. More than a new path for the artist, who has recently worked on the production of the animated series for Netflix "Strappare Lungo i Bordi", the series manifests the most typical traits of Zerocalcare's remediation of short stories in a regenerative perspective, however, making more visible and explicit the 'viral' mechanisms of interface between author, audience and media context that 'animate' the deepl configuration of the work. In particular, the essay explores in a visual-media perspective the artist's works, communicative uses and themes that deal with technological devices, experiences and media in relation to: authorial dynamics, between self fiction and collective participation in the animated series, comparing it with previous comics and graphic novels; the performative characteristics of the author's intermedial practice with respect to genres, languages, planes and intersections between words, images and sounds; and social and web communication.

In alcune tavole della graphic novel di Kobane Calling, pubblicata dalla casa editrice Bao nel 2015, il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, prova a spiegare il motivo più profondo della sua partenza per un racconto sul conflitto in Siria. La difficoltà di dare a questo parola e immagine si traduce inizialmente in una vignetta pixellata. Una sgranatura, come dice l’autore, che trasmette la difficoltà di messa a fuoco che finisce per rivelare alla fine un cuore pieno di ferite, immagini e parole raccolte altrove. Questa, probabilmente, è la sequenza che incide quasi come una matrice il lavoro intermediale di Zerocalcare diviso fra l’azione creativa sui livelli di definizione materiale e immateriale dei linguaggi mediatici rispetto alla storia, alla società e agli immaginari e l’espressione sensibile dei chiaroscuri della realtà umana. Il contributo mira per questo a rileggere alcuni tratti di ibridazione tra pagine e schermi della produzione di Zerocalcare a partire soprattutto da Rebibbia Quarantine, esperimento di ‘sconfinamento’ tra fumetto, reportage e serialità sul web prodotto durante i mesi della pandemia da Covid-19. Più che un nuovo percorso dell’artista, che ha da poco lavorato alla produzione della serie animata per Netflix "Strappare Lungo i Bordi", la serie manifesta i tratti più tipici della rimediazione dei racconti in una prospettiva rigenerativa da parte di Zerocalcare rendendo però più visibili ed espliciti i meccanismi ‘virali’ di interfaccia tra autore, audience e contesto mediale che ‘animano’ la configurazione stessa dell’opera. In particolare, il saggio approfondisce in una prospettiva mediologico-visuale opere, usi comunicativi e temi dell'artista che affrontano i dispositivi tecnologici, le esperienze e i media in relazione alle: dinamiche autoriali, fra autofiction e partecipazione collettiva della serie animata confrontandola con i fumetti e le graphic novel precedenti; i caratteri performativi della pratica intermediale dell’autore rispetto ai generi, ai linguaggi, ai piani e alle intersezioni fra parole, immagini e suoni; e la comunicazione social e web.

Intermedialità e viralità in Zerocalcare tra fumetti, media e racconti seriali animati

G. Santaera
Primo
2021-01-01

Abstract

In alcune tavole della graphic novel di Kobane Calling, pubblicata dalla casa editrice Bao nel 2015, il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, prova a spiegare il motivo più profondo della sua partenza per un racconto sul conflitto in Siria. La difficoltà di dare a questo parola e immagine si traduce inizialmente in una vignetta pixellata. Una sgranatura, come dice l’autore, che trasmette la difficoltà di messa a fuoco che finisce per rivelare alla fine un cuore pieno di ferite, immagini e parole raccolte altrove. Questa, probabilmente, è la sequenza che incide quasi come una matrice il lavoro intermediale di Zerocalcare diviso fra l’azione creativa sui livelli di definizione materiale e immateriale dei linguaggi mediatici rispetto alla storia, alla società e agli immaginari e l’espressione sensibile dei chiaroscuri della realtà umana. Il contributo mira per questo a rileggere alcuni tratti di ibridazione tra pagine e schermi della produzione di Zerocalcare a partire soprattutto da Rebibbia Quarantine, esperimento di ‘sconfinamento’ tra fumetto, reportage e serialità sul web prodotto durante i mesi della pandemia da Covid-19. Più che un nuovo percorso dell’artista, che ha da poco lavorato alla produzione della serie animata per Netflix "Strappare Lungo i Bordi", la serie manifesta i tratti più tipici della rimediazione dei racconti in una prospettiva rigenerativa da parte di Zerocalcare rendendo però più visibili ed espliciti i meccanismi ‘virali’ di interfaccia tra autore, audience e contesto mediale che ‘animano’ la configurazione stessa dell’opera. In particolare, il saggio approfondisce in una prospettiva mediologico-visuale opere, usi comunicativi e temi dell'artista che affrontano i dispositivi tecnologici, le esperienze e i media in relazione alle: dinamiche autoriali, fra autofiction e partecipazione collettiva della serie animata confrontandola con i fumetti e le graphic novel precedenti; i caratteri performativi della pratica intermediale dell’autore rispetto ai generi, ai linguaggi, ai piani e alle intersezioni fra parole, immagini e suoni; e la comunicazione social e web.
8870009017
In some tables of the graphic novel Kobane Calling, published by the Bao publishing house in 2015, graphic artist Michele Rech, aka Zerocalcare, tries to explain the deeper reason for his departure for a story about the conflict in Syria. The difficulty of giving this both word and image is initially translated into a pixelated cartoon. A grainy, as the author says, conveying the difficulty of focus that eventually reveals a heart full of wounds, images and words gathered elsewhere. This, probably, is the sequence that engraves almost like a matrix Zerocalcare's intermedial work divided between creative action on the material and immaterial levels of definition of media languages with respect to history, society and imaginaries and the sensitive expression of the lights and shadows of human reality. For this reason, the contribution aims to review some of the traits of hybridisation between pages and screens in Zerocalcare's production, starting above all from Rebibbia Quarantine, an experiment of 'trespassing' between comics, reportage and web seriality produced during the months of the pandemic by Covid-19. More than a new path for the artist, who has recently worked on the production of the animated series for Netflix "Strappare Lungo i Bordi", the series manifests the most typical traits of Zerocalcare's remediation of short stories in a regenerative perspective, however, making more visible and explicit the 'viral' mechanisms of interface between author, audience and media context that 'animate' the deepl configuration of the work. In particular, the essay explores in a visual-media perspective the artist's works, communicative uses and themes that deal with technological devices, experiences and media in relation to: authorial dynamics, between self fiction and collective participation in the animated series, comparing it with previous comics and graphic novels; the performative characteristics of the author's intermedial practice with respect to genres, languages, planes and intersections between words, images and sounds; and social and web communication.
Zerocalcare, animation, cartoons, seriality, web series, digital series, graphic novel, intermediality, digital media, authorship
Zerocalcare, animazione, fumetto, serialità, web series, digital series, graphic novel, intermedialità, media digitali, autorialità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/543262
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