Nel saggio si affrontano alcuni argomenti, di seguito elencati, che pongono una serie di nuovi materiali e aggiornate riflessioni critiche riguardo al fenomeno urbanistico e architettonico della rinascita delle città siciliane dopo il terremoto del 1693, che ha catalizzato l’attenzione degli studi in numerose iniziative di ricerca avviate nell’ambito del terzo centenario della ricostruzione. 1.Si chiarisce come nell’immediato post 1693 in Sicilia, essendo mutato il tradizionale rapporto tra religione e scienza nella società del tempo, si registri un atteggiamento più scientifico nella valutazione delle cause e nella risposta da offrire agli effetti sismici. A tal proposito si osservano ed elencano i nuovi accorgimenti antisismici messi in atto nei cantieri. Ne emerge una nuova cultura di tipo antisismico che comincia a farsi strada in Sicilia e che induce a una nuova lettura dei cantieri e del fenomeno della ricostruzione. 2.si elabora una dettagliata inedita comparazione tra l’area siciliana e quella maltese , colpita dallo stesso terremoto del 1693, poiché non è possibile delineare un quadro storico completo della ricostruzione senza far riferimento all’arcipelago maltese, al tempo parte del regno di Sicilia. Il confronto è stato operato grazie alla lettura di documenti rinvenuti nella Biblioteca nazionale di Malta. Si chiarisce: lo scenario dei rapporti tra Sicilia e Malta dopo il 1693; la consistenza dei danni nelle città maltesi; i provvedimenti dei Cavalieri di Malta per fronteggiare l’emergenza. 3.La chiesa della SS. Annunziata di Ispica, nella cui sacrestia è conservato un corpus di disegni di Paolo Labisi rinvenuto dopo i restauri, è presa a modello della ricostruzione ripercorrendo le fasi progettuali e realizzative fino ai disegni dell’Ottocento e alle trasformazioni del Novecento. I pregevoli disegni indicano il formarsi in Sicilia di una vera e propria “scuola”.

1693-1783. Qualità dell'architettura e accorgimenti antisismici in Sicilia e Malta

TRIGILIA, LUCIA
2012-01-01

Abstract

Nel saggio si affrontano alcuni argomenti, di seguito elencati, che pongono una serie di nuovi materiali e aggiornate riflessioni critiche riguardo al fenomeno urbanistico e architettonico della rinascita delle città siciliane dopo il terremoto del 1693, che ha catalizzato l’attenzione degli studi in numerose iniziative di ricerca avviate nell’ambito del terzo centenario della ricostruzione. 1.Si chiarisce come nell’immediato post 1693 in Sicilia, essendo mutato il tradizionale rapporto tra religione e scienza nella società del tempo, si registri un atteggiamento più scientifico nella valutazione delle cause e nella risposta da offrire agli effetti sismici. A tal proposito si osservano ed elencano i nuovi accorgimenti antisismici messi in atto nei cantieri. Ne emerge una nuova cultura di tipo antisismico che comincia a farsi strada in Sicilia e che induce a una nuova lettura dei cantieri e del fenomeno della ricostruzione. 2.si elabora una dettagliata inedita comparazione tra l’area siciliana e quella maltese , colpita dallo stesso terremoto del 1693, poiché non è possibile delineare un quadro storico completo della ricostruzione senza far riferimento all’arcipelago maltese, al tempo parte del regno di Sicilia. Il confronto è stato operato grazie alla lettura di documenti rinvenuti nella Biblioteca nazionale di Malta. Si chiarisce: lo scenario dei rapporti tra Sicilia e Malta dopo il 1693; la consistenza dei danni nelle città maltesi; i provvedimenti dei Cavalieri di Malta per fronteggiare l’emergenza. 3.La chiesa della SS. Annunziata di Ispica, nella cui sacrestia è conservato un corpus di disegni di Paolo Labisi rinvenuto dopo i restauri, è presa a modello della ricostruzione ripercorrendo le fasi progettuali e realizzative fino ai disegni dell’Ottocento e alle trasformazioni del Novecento. I pregevoli disegni indicano il formarsi in Sicilia di una vera e propria “scuola”.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/61660
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