L'indagine delle teorie eziologiche dei predecessori, nel corso della quale assume un ruolo insolitamente positivo la filosofia di Anassagora, serve ad Aristotele per distinguere i filosofi del passato in pensatori che hanno posto solo le cause materiale ed efficiente, per mezzo delle quali possono spiegare il movimento degli enti ma non il loro essere, e pensatori che hanno posto solo le cause materiale e formale, per mezzo delle quali al contrario possono spiegare l'essere degli enti ma non il loro divenire. La scienza ricercata, che è vera sapienza e prima filosofia, viene individuata da Aristotele in una filosofia delle cause in cui la causa finale assume un ruolo fondamentale, perché assume su di sé la funzione motrice che la forma ha nonostante la sua immobilità e ingenerabilità. La stessa funzione ordinatrice e regolatrice avrebbe avuto l'Intelletto di Anassagora qualora questi avesse tratto le giuste conseguenze dalle sue stesse premesse filosofiche, poiché l'Intelletto sarebbe agli occhi di Aristotele un programma di differenziazione e strutturazione progressiva della materia in cui è assicurata la regolarità dei processi naturali. La teoria della causalità permette un'unificazione dei piani della realtà, quello fisico e quello metafisico, grazie al quale è possibile trovare nell'ordine e nella continuità eterni dei corpi celesti l'ordine e la continuità degli enti generabili e corruttibili.

Aristotele, Meta. A: un progetto risolutivo di un conflitto

GIARDINA, GIOVANNA RITA
2009-01-01

Abstract

L'indagine delle teorie eziologiche dei predecessori, nel corso della quale assume un ruolo insolitamente positivo la filosofia di Anassagora, serve ad Aristotele per distinguere i filosofi del passato in pensatori che hanno posto solo le cause materiale ed efficiente, per mezzo delle quali possono spiegare il movimento degli enti ma non il loro essere, e pensatori che hanno posto solo le cause materiale e formale, per mezzo delle quali al contrario possono spiegare l'essere degli enti ma non il loro divenire. La scienza ricercata, che è vera sapienza e prima filosofia, viene individuata da Aristotele in una filosofia delle cause in cui la causa finale assume un ruolo fondamentale, perché assume su di sé la funzione motrice che la forma ha nonostante la sua immobilità e ingenerabilità. La stessa funzione ordinatrice e regolatrice avrebbe avuto l'Intelletto di Anassagora qualora questi avesse tratto le giuste conseguenze dalle sue stesse premesse filosofiche, poiché l'Intelletto sarebbe agli occhi di Aristotele un programma di differenziazione e strutturazione progressiva della materia in cui è assicurata la regolarità dei processi naturali. La teoria della causalità permette un'unificazione dei piani della realtà, quello fisico e quello metafisico, grazie al quale è possibile trovare nell'ordine e nella continuità eterni dei corpi celesti l'ordine e la continuità degli enti generabili e corruttibili.
9788895104737
causalità; intelletto; sapienza; scienza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/63344
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