La bellezza ci salverà, come sosteneva Dostoevskij, o piuttosto siamo noi oggi a doverla salvare? Proprio questo è uno degli interrogativi fondamentali da cui origina il saggio di Byung-Chul Han intitolato La salvezza del bello. Sin dal titolo evocativo, il filosofo coreano pone l’accento sul fatto che nella nostra esperienza estetica siamo passati da un bello che salva a un bello che va messo in salvo, recuperando l’integrità della sua esperienza compromessa dagli effetti dell’epoca digitale.

La bellezza ci salverà o siamo noi a doverla salvare? Recensione a: Byung-Chul Han, La salvezza del bello, 2019

Simona Lorenzano
2025-01-01

Abstract

La bellezza ci salverà, come sosteneva Dostoevskij, o piuttosto siamo noi oggi a doverla salvare? Proprio questo è uno degli interrogativi fondamentali da cui origina il saggio di Byung-Chul Han intitolato La salvezza del bello. Sin dal titolo evocativo, il filosofo coreano pone l’accento sul fatto che nella nostra esperienza estetica siamo passati da un bello che salva a un bello che va messo in salvo, recuperando l’integrità della sua esperienza compromessa dagli effetti dell’epoca digitale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/698149
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