Nella moderna mitografia tracciata da Roland Barthes, il mito «non si definisce dall’oggetto del suo messaggio, ma dal modo in cui lo proferisce»; in questo senso, l’immagine di Marilyn Monroe, cioè della diva più famosa della storia del cinema, corrisponde ancora oggi all’idea di una bellezza assoluta e perciò stessa mitica, ma su cui si sono sovrapposte progressivamente interpretazioni che hanno rovesciato lo stereotipo della femme fatale dalla schietta sessualità per far emergere, come aveva fatto Pasolini tra i primi, il dramma di una creatura dall’innocenza vulnerabile la cui morte si prestava a rappresentare la profezia della fine di un mondo di cui quella bellezza era l’epicedio. Sarà però Andy Warhol, con la serie di serigrafie dal titolo Ladies and Gentlemen, a creare la raffigurazione destinata a diventare emblematica dell’universo della merce: una serie di «figure isocefale […] iterate al punto da perdere la propria identità», come scrisse Pasolini in un saggio del 1976, incorporee e prive di ogni distinzione ontologica, ma generatrici di un’idea di bellezza legata al consumo, fondata sulla coazione a ripetere, sulla riproposta continua dell’identico, del messaggio ossessivo capace, proprio per questo, di generare attitudini profonde.
L'immagine seriale di Marilyn tra Pasolini e Warhol
Rosario Castelli
2025-01-01
Abstract
Nella moderna mitografia tracciata da Roland Barthes, il mito «non si definisce dall’oggetto del suo messaggio, ma dal modo in cui lo proferisce»; in questo senso, l’immagine di Marilyn Monroe, cioè della diva più famosa della storia del cinema, corrisponde ancora oggi all’idea di una bellezza assoluta e perciò stessa mitica, ma su cui si sono sovrapposte progressivamente interpretazioni che hanno rovesciato lo stereotipo della femme fatale dalla schietta sessualità per far emergere, come aveva fatto Pasolini tra i primi, il dramma di una creatura dall’innocenza vulnerabile la cui morte si prestava a rappresentare la profezia della fine di un mondo di cui quella bellezza era l’epicedio. Sarà però Andy Warhol, con la serie di serigrafie dal titolo Ladies and Gentlemen, a creare la raffigurazione destinata a diventare emblematica dell’universo della merce: una serie di «figure isocefale […] iterate al punto da perdere la propria identità», come scrisse Pasolini in un saggio del 1976, incorporee e prive di ogni distinzione ontologica, ma generatrici di un’idea di bellezza legata al consumo, fondata sulla coazione a ripetere, sulla riproposta continua dell’identico, del messaggio ossessivo capace, proprio per questo, di generare attitudini profonde.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


