I nuovi mezzi di comunicazione digitali hanno svolto un ruolo centrale per lo svolgimento di numerose attività sociali durante l’emergenza sanitaria generata dall’epidemia di Covid-19, come lo smart-working o i servizi amministrativi digitali. In ambito educativo, il diritto all’istruzione è stato attuato tramite l’uso di piattaforme digitali e materiale didattico online che hanno generato nuove strategie di apprendimento e di insegnamento. Ciononostante, molti report hanno segnalato la presenza di cittadini senza strumenti digitali o che non possiedono le abilità per usufruirne, generando la categoria delle digital underclass. Questa problematica ha avuto forti ricadute nell’esercizio dei diritti sociali, ostacolato dal divario digitale e dalle conseguenti forme di esclusione sociale. Nel caso dell’istruzione, molti studenti hanno vissuto in condizioni di emarginazione dalla realtà scolastica fino alla scelta dell’abbandono del percorso di studi, a causa delle difficoltà di connessione e della ridotta disponibilità di strumenti digitali all’interno del nucleo familiare. Questi disagi hanno riguardato anche i docenti nella riorganizzazione dei contenuti e dei metodi d’insegnamento a causa della mancanza di risorse e guide necessarie all’uso delle piattaforme adottate dai diversi istituti scolastici. A seguito di numerose indagini, è stato evidenziato l’incremento del numero degli scolari che non hanno raggiunto la sufficienza nelle conoscenze linguistiche e matematiche e dei NEET, ossia i giovani che non svolgono attività lavorative né seguono percorsi di istruzione e formazione. In Italia, sono stati numerosi gli interventi politici finalizzati al contrasto del fenomeno della povertà educativa e alla riduzione del rischio della dispersione scolastica nelle giovani generazioni. Il presente lavoro mira a mostrare la rilevanza della povertà educativa digitale all’interno del dibattito pubblico tra le figure istituzionali e non, che si sono occupate della tutela dell’educazione. Attraverso l’analisi dei dati testuali si è potuto conoscere l’importanza data alla tematica nella programmazione degli obiettivi e delle attività proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il diritto all’istruzione digitale nelle politiche sociali

Agnese Micciche'
2024-01-01

Abstract

I nuovi mezzi di comunicazione digitali hanno svolto un ruolo centrale per lo svolgimento di numerose attività sociali durante l’emergenza sanitaria generata dall’epidemia di Covid-19, come lo smart-working o i servizi amministrativi digitali. In ambito educativo, il diritto all’istruzione è stato attuato tramite l’uso di piattaforme digitali e materiale didattico online che hanno generato nuove strategie di apprendimento e di insegnamento. Ciononostante, molti report hanno segnalato la presenza di cittadini senza strumenti digitali o che non possiedono le abilità per usufruirne, generando la categoria delle digital underclass. Questa problematica ha avuto forti ricadute nell’esercizio dei diritti sociali, ostacolato dal divario digitale e dalle conseguenti forme di esclusione sociale. Nel caso dell’istruzione, molti studenti hanno vissuto in condizioni di emarginazione dalla realtà scolastica fino alla scelta dell’abbandono del percorso di studi, a causa delle difficoltà di connessione e della ridotta disponibilità di strumenti digitali all’interno del nucleo familiare. Questi disagi hanno riguardato anche i docenti nella riorganizzazione dei contenuti e dei metodi d’insegnamento a causa della mancanza di risorse e guide necessarie all’uso delle piattaforme adottate dai diversi istituti scolastici. A seguito di numerose indagini, è stato evidenziato l’incremento del numero degli scolari che non hanno raggiunto la sufficienza nelle conoscenze linguistiche e matematiche e dei NEET, ossia i giovani che non svolgono attività lavorative né seguono percorsi di istruzione e formazione. In Italia, sono stati numerosi gli interventi politici finalizzati al contrasto del fenomeno della povertà educativa e alla riduzione del rischio della dispersione scolastica nelle giovani generazioni. Il presente lavoro mira a mostrare la rilevanza della povertà educativa digitale all’interno del dibattito pubblico tra le figure istituzionali e non, che si sono occupate della tutela dell’educazione. Attraverso l’analisi dei dati testuali si è potuto conoscere l’importanza data alla tematica nella programmazione degli obiettivi e delle attività proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
2024
9781326854683
povertà educativa digitale, digital divide, pandemia, NEET
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/702491
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