Il testo esplora l’autobiografia e la narrazione di sé come pratiche filosofiche e spirituali nell’antichità, utilizzando i Pensieri di Marco Aurelio come esempio emblematico. L’autobiografia, intesa come scrittura e narrazione di sé, si inserisce nel contesto della filosofia antica come un mezzo per conoscere e trasformare sé stessi. Scrivere di sé, infatti, diventa uno strumento fondamentale per esplorare la propria interiorità, un’operazione che va al di là della semplice auto-riflessione, raggiungendo la dimensione della cura di sé. Questa pratica era parte di un ampio processo di autoformazione, condiviso sia dai principali filosofi d’età classica, come Socrate, Platone e Aristotele, sia soprattutto dai pensatori d’epoca ellenistica e imperiale, principalmente stoici ed epicurei. La filosofia antica, in effetti, non era solo un discorso teorico, ma una scelta esistenziale che si traduceva in azioni pratiche quotidiane, destinate a promuovere una vita virtuosa. Marco Aurelio, imperatore e filosofo stoico, utilizzava la scrittura come un esercizio spirituale – nel significato coniato da Pierre Hadot – per meditare sui principi della sua filosofia, riflettendo su temi come il controllo del desiderio, l’agire giusto e l’importanza della razionalità. In questo senso, la scrittura per Marco Aurelio non si limitava a un atto di narrazione personale, ma diventava una tecnica per formare e disciplinare la propria mente e il proprio comportamento, al fine di mantenere l’equilibrio interiore di fronte alle difficoltà quotidiane. Sebbene i Pensieri di Marco Aurelio non possano essere considerati un’autobiografia nel senso moderno del termine, essi contengono numerose riflessioni introspettive che permettono di comprendere come il filosofo-imperatore applicasse i principi morali stoici alla sua vita. Questi scritti non sono solo una testimonianza del suo pensiero, ma anche un mezzo di autoformazione, unendo filosofia e vita quotidiana in un processo di auto-conoscenza. Grazie a questa pratica, Marco Aurelio cercava di raggiungere la serenità e la virtù, affrontando le sfide dell’esistenza con una saggezza pratica che fondava il suo equilibrio interno sulla razionalità e sulla virtù.

L’autobiografia e la narrazione di sé come esercizio spirituale e pratica filosofica nell’antichità. I Pensieri di Marco Aurelio

R. Cardullo
2026-01-01

Abstract

Il testo esplora l’autobiografia e la narrazione di sé come pratiche filosofiche e spirituali nell’antichità, utilizzando i Pensieri di Marco Aurelio come esempio emblematico. L’autobiografia, intesa come scrittura e narrazione di sé, si inserisce nel contesto della filosofia antica come un mezzo per conoscere e trasformare sé stessi. Scrivere di sé, infatti, diventa uno strumento fondamentale per esplorare la propria interiorità, un’operazione che va al di là della semplice auto-riflessione, raggiungendo la dimensione della cura di sé. Questa pratica era parte di un ampio processo di autoformazione, condiviso sia dai principali filosofi d’età classica, come Socrate, Platone e Aristotele, sia soprattutto dai pensatori d’epoca ellenistica e imperiale, principalmente stoici ed epicurei. La filosofia antica, in effetti, non era solo un discorso teorico, ma una scelta esistenziale che si traduceva in azioni pratiche quotidiane, destinate a promuovere una vita virtuosa. Marco Aurelio, imperatore e filosofo stoico, utilizzava la scrittura come un esercizio spirituale – nel significato coniato da Pierre Hadot – per meditare sui principi della sua filosofia, riflettendo su temi come il controllo del desiderio, l’agire giusto e l’importanza della razionalità. In questo senso, la scrittura per Marco Aurelio non si limitava a un atto di narrazione personale, ma diventava una tecnica per formare e disciplinare la propria mente e il proprio comportamento, al fine di mantenere l’equilibrio interiore di fronte alle difficoltà quotidiane. Sebbene i Pensieri di Marco Aurelio non possano essere considerati un’autobiografia nel senso moderno del termine, essi contengono numerose riflessioni introspettive che permettono di comprendere come il filosofo-imperatore applicasse i principi morali stoici alla sua vita. Questi scritti non sono solo una testimonianza del suo pensiero, ma anche un mezzo di autoformazione, unendo filosofia e vita quotidiana in un processo di auto-conoscenza. Grazie a questa pratica, Marco Aurelio cercava di raggiungere la serenità e la virtù, affrontando le sfide dell’esistenza con una saggezza pratica che fondava il suo equilibrio interno sulla razionalità e sulla virtù.
2026
9788893633550
Autobiografia, Narrazione di sé, Marco Aurelio, Cura di sé, Pierre Hadot, Esercizi spirituali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/704355
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