Nel corso dell’esperienza del progetto 3DLAB-Sicilia finanziato dalla regione, finalizzato alla creazione di modelli di visualizzazione avanzata tramite VR e AR sono stati sviluppati circa 33 modelli di beni culturali eterogenei collocati in diversi comuni. La collazione ha visto Beni Culturali che vanno dal periodo proto storico con la necropoli di Pantalica, testimonianze del periodo bizantino, medievale, barocco, borbonico, testimonianze di archeologia industriale per arrivare fino ai crateri dell’Etna. I modelli fruibili con device quali visori di diverso tipo come l’Oculus Quest 2, sono stati acquisiti con scanner laser lidar e camere a luce strutturata, per le riprese aeree sono strati utilizzati droni di diverso tipo e macchine digitali per la fotogrammetria SFM. Le operazioni sui luoghi e quindi il contatto diretto sono stati motivo di riflessioni riguardo alla questione dell’accessibilità e di inclusione a siti e luoghi. Impraticabili per individui con handicap motori, ma taluni anche totalmente o parzialmente preclusi per problemi di sicurezza anche a qualunque visitatore. Per alcune di queste emergenze archeologiche e architettoniche non potranno essere mai risolti i problemi di accessibilità, per cui l’opportunità fornita dalla creazione di gemelli digitali e dalla realtà virtuale oggi costituisce un superamento di queste barriere per la loro conoscenza e divulgazione. Di seguito si danno i risultati ottenuti e le ricerche effettuate nell’esperienza maturata. Il progetto 3Dlab ha previsto due linee di intervento, una legata ai beni culturali, l’altra sviluppata in campo biomedico.
Il virtuale per superare i limiti del reale: l’esperienza del progetto 3Dlab Sicilia
Giuseppe Di Gregorio
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2023-01-01
Abstract
Nel corso dell’esperienza del progetto 3DLAB-Sicilia finanziato dalla regione, finalizzato alla creazione di modelli di visualizzazione avanzata tramite VR e AR sono stati sviluppati circa 33 modelli di beni culturali eterogenei collocati in diversi comuni. La collazione ha visto Beni Culturali che vanno dal periodo proto storico con la necropoli di Pantalica, testimonianze del periodo bizantino, medievale, barocco, borbonico, testimonianze di archeologia industriale per arrivare fino ai crateri dell’Etna. I modelli fruibili con device quali visori di diverso tipo come l’Oculus Quest 2, sono stati acquisiti con scanner laser lidar e camere a luce strutturata, per le riprese aeree sono strati utilizzati droni di diverso tipo e macchine digitali per la fotogrammetria SFM. Le operazioni sui luoghi e quindi il contatto diretto sono stati motivo di riflessioni riguardo alla questione dell’accessibilità e di inclusione a siti e luoghi. Impraticabili per individui con handicap motori, ma taluni anche totalmente o parzialmente preclusi per problemi di sicurezza anche a qualunque visitatore. Per alcune di queste emergenze archeologiche e architettoniche non potranno essere mai risolti i problemi di accessibilità, per cui l’opportunità fornita dalla creazione di gemelli digitali e dalla realtà virtuale oggi costituisce un superamento di queste barriere per la loro conoscenza e divulgazione. Di seguito si danno i risultati ottenuti e le ricerche effettuate nell’esperienza maturata. Il progetto 3Dlab ha previsto due linee di intervento, una legata ai beni culturali, l’altra sviluppata in campo biomedico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


