Il contributo esamina il fenomeno del discorso politico antimmigrazione alla luce dell’art. 604-bis c.p., interrogandosi sui limiti della criminalizzazione nel difficile equilibrio tra libertà di espressione, contrasto all’hate speech e tutela dell’eguaglianza sostanziale. La propaganda razzista viene ricostruita come dispositivo discorsivo capace, specie quando veicolato da speaker politici, di normalizzare l’ostilità nei confronti del migrante e di legittimare pratiche discriminatorie. In questa prospettiva, il lavoro esplora la possibilità di una rilettura ermeneutica della fattispecie penale, proponendo una riconcettualizzazione dell’offensività ispirata alla giurisprudenza EDU e fondata su una più rigorosa valorizzazione, in sede applicativa, del ruolo del parlante, della vulnerabilità del gruppo bersaglio, del clima politico e della diffusività del mezzo impiegato.
Propaganda razzista e discorso politico antimmigrazione: verso una ricostruzione contestuale del fenomeno alla maniera di Strasburgo.
Volponi Charissa
2026-01-01
Abstract
Il contributo esamina il fenomeno del discorso politico antimmigrazione alla luce dell’art. 604-bis c.p., interrogandosi sui limiti della criminalizzazione nel difficile equilibrio tra libertà di espressione, contrasto all’hate speech e tutela dell’eguaglianza sostanziale. La propaganda razzista viene ricostruita come dispositivo discorsivo capace, specie quando veicolato da speaker politici, di normalizzare l’ostilità nei confronti del migrante e di legittimare pratiche discriminatorie. In questa prospettiva, il lavoro esplora la possibilità di una rilettura ermeneutica della fattispecie penale, proponendo una riconcettualizzazione dell’offensività ispirata alla giurisprudenza EDU e fondata su una più rigorosa valorizzazione, in sede applicativa, del ruolo del parlante, della vulnerabilità del gruppo bersaglio, del clima politico e della diffusività del mezzo impiegato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


