L’avvio della costruzione della cattedrale di Catania, chiesa abbaziale benedettina, viene generalmente rimesso al 1091. Ruggero il gran conte convocava dalla Calabria il monaco Angerio, di origini bretoni, nominandolo abate; Urbano II, con bolla del 9 marzo 1092, lo insigniva della carica vescovile e contestualmente rifondava la diocesi di Catania, che diveniva la più rilevante nella Sicilia orientale in età di contea. L’impianto veniva configurato come ecclesia munita, prospicente il porto e connesso alle mura urbiche sul fronte meridionale. L’annessa abbazia fu eretta sul versante sud, con ogni probabilità in fase con l’edificio chiesastico. La ricognizione delle fonti archivistiche della prima età moderna, in buona parte ancora inedite, documenta retrospettivamente la permanenza in età post medievale di una sorta di coro basso nella porzione orientale della navata centrale, che plausibilmente risaliva all’allestimento d’età normanna, maggiormente strutturato nei secoli a seguire. Innumerevoli perdite, dunque, ma anche tante sopravvivenze archivistiche si disvelano via via nel corso di una disamina delle fonti dal XV al XIX secolo, il che permette, alla lunga, di riappropriarsi di numerosi frammenti oggi indispensabili per ripensare la facies originaria della zona presbiteriale ed absidale, ma anche del coro con la sua distribuzione interna, e di giungere ad una pur sommaria ed ipotetica restituzione virtuale dello spazio rituale
Lo spazio sacro della cattedrale medievale di Catania: frammenti testuali e materiali per una restituzione
Tancredi Bella
2026-01-01
Abstract
L’avvio della costruzione della cattedrale di Catania, chiesa abbaziale benedettina, viene generalmente rimesso al 1091. Ruggero il gran conte convocava dalla Calabria il monaco Angerio, di origini bretoni, nominandolo abate; Urbano II, con bolla del 9 marzo 1092, lo insigniva della carica vescovile e contestualmente rifondava la diocesi di Catania, che diveniva la più rilevante nella Sicilia orientale in età di contea. L’impianto veniva configurato come ecclesia munita, prospicente il porto e connesso alle mura urbiche sul fronte meridionale. L’annessa abbazia fu eretta sul versante sud, con ogni probabilità in fase con l’edificio chiesastico. La ricognizione delle fonti archivistiche della prima età moderna, in buona parte ancora inedite, documenta retrospettivamente la permanenza in età post medievale di una sorta di coro basso nella porzione orientale della navata centrale, che plausibilmente risaliva all’allestimento d’età normanna, maggiormente strutturato nei secoli a seguire. Innumerevoli perdite, dunque, ma anche tante sopravvivenze archivistiche si disvelano via via nel corso di una disamina delle fonti dal XV al XIX secolo, il che permette, alla lunga, di riappropriarsi di numerosi frammenti oggi indispensabili per ripensare la facies originaria della zona presbiteriale ed absidale, ma anche del coro con la sua distribuzione interna, e di giungere ad una pur sommaria ed ipotetica restituzione virtuale dello spazio ritualeI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


