Il cambiamento climatico e l'esaurimento delle risorse rappresentano alcune fra le sfide più urgenti del nostro tempo, destinate a trasformare profondamente il nostro modo di vivere, lavorare, produrre e consumare. La stessa adozione del Green Deal mostra come le scelte alla base delle strategie di sviluppo in Europa muovano in maniera decisa verso la strada di una transizione verde, con l'obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La transizione verde, che sarà, quindi, motore di innovazione accelerata e di un cambiamento radicale verso un’economia e una società più rispettose dell’ambiente, trasformerà strutturalmente i Mercati del Lavoro dell’Unione europea. Nonostante l’assenza di evidenze empiriche sistematiche, le stime disponibili suggeriscono tanto piccoli e transitori effetti aggregati sull’occupazione, quanto una loro distribuzione disomogenea su settori, imprese, regioni e lavori. La transizione verde, in effetti, mostrerà una marcata connotazione locale ponendo sfide occupazionali in specifiche regioni dell’Unione europea. Se da un lato si prevede la creazione di nuovi posti di lavoro cosiddetti “verdi”, dall’altro i lavori “marroni” subiranno significative pressioni o trasformazioni. In letteratura, tuttavia, non esiste una definizione universalmente accettata di “green” o “brown” jobs in virtù delle diverse tassonomie adoperate (approcci di classificazione top-down e bottom-up), che considerano: a) i (sotto)settori direttamente collegati a tecnologie e processi; b) skills e mansioni; c) il contenuto di inquinamento del prodotto finale o il potenziale di un prodotto o servizio di danneggiare l’ambiente. Altra importante implicazione legata alla transizione verde sarà, infine, la domanda di nuove competenze in molti settori economici, principalmente in materia di sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Lo scenario di crisi energetica che appare prospettarsi nel prossimo futuro sta apportando una decisa accelerazione al percorso di transizione verso un sistema economico più sostenibile. In questa direzione, sembra emergere da parte delle imprese una maggiore propensione agli investimenti green. Ciò che ne scaturisce è una crescente attenzione, a livello di Mercato del Lavoro, verso professionalità in grado di favorire tale transizione, nonché la riconosciuta necessità di un concreto e qualificato investimento in capitale umano da parte del sistema produttivo, al fine di affrontare in maniera sistemica tale sfida e di risultare, così, pienamente performante. In questo scenario, la ricerca pone attenzione, innanzitutto, sulla domanda di competenze green richieste dalle imprese italiane, già a partire da un’organica analisi delle stime finora disponibili. Seppur ancora marginali, infatti, i dati raccolti a livello istituzionale (ad esempio, Sistema informativo Excelsior) sembrano comunque idonei a restituire una serie di informazioni e di indicazioni qualitative sulla possibile evoluzione che caratterizzerà, anche ad un livello territoriale, la domanda di competenze e il Mercato del Lavoro del nostro Paese nel prossimo futuro, apportando così un contributo all’interno di quella specifica dimensione che riconosce nel capitale umano un imprescindibile fattore sul quale investire se si vuole perseguire uno sviluppo virtuoso, inclusivo e sostenibile.
Transizione verde, sostenibilità e Mercato del Lavoro: prime riflessioni sulla domanda di green jobs e green skills in Italia
Gugliotta Valerio
;
2025-01-01
Abstract
Il cambiamento climatico e l'esaurimento delle risorse rappresentano alcune fra le sfide più urgenti del nostro tempo, destinate a trasformare profondamente il nostro modo di vivere, lavorare, produrre e consumare. La stessa adozione del Green Deal mostra come le scelte alla base delle strategie di sviluppo in Europa muovano in maniera decisa verso la strada di una transizione verde, con l'obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La transizione verde, che sarà, quindi, motore di innovazione accelerata e di un cambiamento radicale verso un’economia e una società più rispettose dell’ambiente, trasformerà strutturalmente i Mercati del Lavoro dell’Unione europea. Nonostante l’assenza di evidenze empiriche sistematiche, le stime disponibili suggeriscono tanto piccoli e transitori effetti aggregati sull’occupazione, quanto una loro distribuzione disomogenea su settori, imprese, regioni e lavori. La transizione verde, in effetti, mostrerà una marcata connotazione locale ponendo sfide occupazionali in specifiche regioni dell’Unione europea. Se da un lato si prevede la creazione di nuovi posti di lavoro cosiddetti “verdi”, dall’altro i lavori “marroni” subiranno significative pressioni o trasformazioni. In letteratura, tuttavia, non esiste una definizione universalmente accettata di “green” o “brown” jobs in virtù delle diverse tassonomie adoperate (approcci di classificazione top-down e bottom-up), che considerano: a) i (sotto)settori direttamente collegati a tecnologie e processi; b) skills e mansioni; c) il contenuto di inquinamento del prodotto finale o il potenziale di un prodotto o servizio di danneggiare l’ambiente. Altra importante implicazione legata alla transizione verde sarà, infine, la domanda di nuove competenze in molti settori economici, principalmente in materia di sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Lo scenario di crisi energetica che appare prospettarsi nel prossimo futuro sta apportando una decisa accelerazione al percorso di transizione verso un sistema economico più sostenibile. In questa direzione, sembra emergere da parte delle imprese una maggiore propensione agli investimenti green. Ciò che ne scaturisce è una crescente attenzione, a livello di Mercato del Lavoro, verso professionalità in grado di favorire tale transizione, nonché la riconosciuta necessità di un concreto e qualificato investimento in capitale umano da parte del sistema produttivo, al fine di affrontare in maniera sistemica tale sfida e di risultare, così, pienamente performante. In questo scenario, la ricerca pone attenzione, innanzitutto, sulla domanda di competenze green richieste dalle imprese italiane, già a partire da un’organica analisi delle stime finora disponibili. Seppur ancora marginali, infatti, i dati raccolti a livello istituzionale (ad esempio, Sistema informativo Excelsior) sembrano comunque idonei a restituire una serie di informazioni e di indicazioni qualitative sulla possibile evoluzione che caratterizzerà, anche ad un livello territoriale, la domanda di competenze e il Mercato del Lavoro del nostro Paese nel prossimo futuro, apportando così un contributo all’interno di quella specifica dimensione che riconosce nel capitale umano un imprescindibile fattore sul quale investire se si vuole perseguire uno sviluppo virtuoso, inclusivo e sostenibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


