La complessità e la multidimensionalità della povertà educativa rilevate hanno richiesto risposte integrate e territorialmente condivise, con riferimento principale alla scuola, primo luogo di costituzione della comunità educativa. Alla luce di questa situazione, lo strumento che può contrastare la povertà educativa e realizzare la costruzione di comunità educanti è la coesione sociale, ossia il rafforzamento delle relazioni tra attori e la costituzione di un capitale sociale, fattori che possono ridurre le disparità e le ineguaglianze. Le nuove generazioni hanno bisogno di riprendere le relazioni con i propri coetanei e con figure adulte che li possono accompagnare nella loro crescita e che possano riuscire a proseguire i loro studi. Quindi, la partecipazione alle attività educative rappresenta il punto di partenza dove poter stimolare e incoraggiare l’interazione sociale. Nel contesto italiano, questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso i patti educativi, diffusi con l’articolo 7 del D.P.R. 275/1999, che permette alle istituzioni scolastiche la creazione di relazioni con altri attori presenti sul territorio, per raggiungere gli obiettivi istituzionali e per supportare forme di collaborazione tra scuola e Terzo settore. Vi è anche il principio di sussidiarietà, introdotto dall’articolo 118 della Costituzione, che riconosce alle associazioni o ai cittadini l’iniziativa di collaborare con lo Stato per la tutela del benessere sociale, supportando i soggetti pubblici nel raggiungimento degli obiettivi condivisi. Queste alleanze educative sono state ulteriormente appoggiate dal Piano Scuola 2020-2021, al fine di creare una rete tra scuola ed enti extrascolastici per ampliare l’offerta formativa dei minori. Su queste basi, il lavoro si propone di evidenziare l’importanza attribuita ai patti educativi nelle politiche sociali, dopo l’emergenza sanitaria, per poter vedere le forme di coesione sociale realizzate.
La coesione sociale contro la povertà educativa: il ruolo dei patti educativi
Agnese Micciche'
2026-01-01
Abstract
La complessità e la multidimensionalità della povertà educativa rilevate hanno richiesto risposte integrate e territorialmente condivise, con riferimento principale alla scuola, primo luogo di costituzione della comunità educativa. Alla luce di questa situazione, lo strumento che può contrastare la povertà educativa e realizzare la costruzione di comunità educanti è la coesione sociale, ossia il rafforzamento delle relazioni tra attori e la costituzione di un capitale sociale, fattori che possono ridurre le disparità e le ineguaglianze. Le nuove generazioni hanno bisogno di riprendere le relazioni con i propri coetanei e con figure adulte che li possono accompagnare nella loro crescita e che possano riuscire a proseguire i loro studi. Quindi, la partecipazione alle attività educative rappresenta il punto di partenza dove poter stimolare e incoraggiare l’interazione sociale. Nel contesto italiano, questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso i patti educativi, diffusi con l’articolo 7 del D.P.R. 275/1999, che permette alle istituzioni scolastiche la creazione di relazioni con altri attori presenti sul territorio, per raggiungere gli obiettivi istituzionali e per supportare forme di collaborazione tra scuola e Terzo settore. Vi è anche il principio di sussidiarietà, introdotto dall’articolo 118 della Costituzione, che riconosce alle associazioni o ai cittadini l’iniziativa di collaborare con lo Stato per la tutela del benessere sociale, supportando i soggetti pubblici nel raggiungimento degli obiettivi condivisi. Queste alleanze educative sono state ulteriormente appoggiate dal Piano Scuola 2020-2021, al fine di creare una rete tra scuola ed enti extrascolastici per ampliare l’offerta formativa dei minori. Su queste basi, il lavoro si propone di evidenziare l’importanza attribuita ai patti educativi nelle politiche sociali, dopo l’emergenza sanitaria, per poter vedere le forme di coesione sociale realizzate.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


