The essay examines European citizenship as a fundamental status tested by recent crises, between the impulse towards solidarity and the "rupture" produced by economic conditionality. European citizenship, introduced by the Maastricht Treaty, is here examined as the fundamental status of the nationals of the Member States within a "community of law", possessing an "independent structure" vis-à-vis national citizenships and grounded in the principle of non-discrimination on grounds of nationality. Against this framework, the essay analyses how the recent crises have exposed a contradictory trajectory in the development of this status. On the one hand, the Covid-19 pandemic prompted an "opening" of the Union towards a system of multilevel solidarity: through the joint procurement of vaccines and the strengthening of the Civil Protection mechanism, the EU assumed a more social and "human" role, overcoming the traditional notions of "residuality" and "instrumentality" of social rights relative to the objectives of the Common Market. On the other hand, the economic conditionality clause (Regulation 2020/2092), by tying access to Union funds to respect for the Rule of Law, produces a "rupture" in the unity of the status and a disparity of treatment among European citizens. The essay concludes by identifying in the Green Deal and in an emerging "green citizenship" a possible relaunch of European citizenship, enriched by new dimensions of identity and democratic participation, while a genuinely federal demos remains a distant prospect.

Il contributo esamina la cittadinanza europea come status fondamentale messo alla prova dalle crisi recenti, tra spinta solidaristica e "rottura" prodotta dalla condizionalità economica. La cittadinanza europea, introdotta dal Trattato di Maastricht, è qui esaminata quale status fondamentale dei cittadini degli Stati membri all'interno di una "comunità di diritto", dotato di una "struttura indipendente" rispetto alle cittadinanze nazionali e fondato sul principio di non discriminazione in base alla nazionalità. In questa cornice, il saggio analizza come le recenti crisi abbiano rivelato un andamento contraddittorio nello sviluppo di tale status. Da un lato, la pandemia di Covid-19 ha determinato un'"apertura" dell'Unione verso un sistema di solidarietà multilivello: mediante l'acquisto congiunto dei vaccini e il potenziamento del meccanismo di Protezione civile, l'UE ha assunto un ruolo più sociale e "umano", superando le tradizionali concezioni della "residualità" e della "strumentalità" dei diritti sociali rispetto agli obiettivi del Mercato comune. Dall'altro, la clausola di condizionalità economica (Regolamento 2020/2092), subordinando l'accesso ai fondi dell'Unione al rispetto dello Stato di diritto, produce una "rottura" nell'unità dello status e una disparità di trattamento tra i cittadini europei. Il saggio conclude individuando nel Green Deal e in un'emergente "cittadinanza verde" un possibile rilancio della cittadinanza europea, arricchita da nuove dimensioni di identità e partecipazione democratica, mentre un autentico demos federale resta una prospettiva lontana.

European Citizenship in Times of Crisis - Effects on the Implementation of Social Rights

Castorina E. S.
2026-01-01

Abstract

The essay examines European citizenship as a fundamental status tested by recent crises, between the impulse towards solidarity and the "rupture" produced by economic conditionality. European citizenship, introduced by the Maastricht Treaty, is here examined as the fundamental status of the nationals of the Member States within a "community of law", possessing an "independent structure" vis-à-vis national citizenships and grounded in the principle of non-discrimination on grounds of nationality. Against this framework, the essay analyses how the recent crises have exposed a contradictory trajectory in the development of this status. On the one hand, the Covid-19 pandemic prompted an "opening" of the Union towards a system of multilevel solidarity: through the joint procurement of vaccines and the strengthening of the Civil Protection mechanism, the EU assumed a more social and "human" role, overcoming the traditional notions of "residuality" and "instrumentality" of social rights relative to the objectives of the Common Market. On the other hand, the economic conditionality clause (Regulation 2020/2092), by tying access to Union funds to respect for the Rule of Law, produces a "rupture" in the unity of the status and a disparity of treatment among European citizens. The essay concludes by identifying in the Green Deal and in an emerging "green citizenship" a possible relaunch of European citizenship, enriched by new dimensions of identity and democratic participation, while a genuinely federal demos remains a distant prospect.
2026
978-3-7560-3607-3
Il contributo esamina la cittadinanza europea come status fondamentale messo alla prova dalle crisi recenti, tra spinta solidaristica e "rottura" prodotta dalla condizionalità economica. La cittadinanza europea, introdotta dal Trattato di Maastricht, è qui esaminata quale status fondamentale dei cittadini degli Stati membri all'interno di una "comunità di diritto", dotato di una "struttura indipendente" rispetto alle cittadinanze nazionali e fondato sul principio di non discriminazione in base alla nazionalità. In questa cornice, il saggio analizza come le recenti crisi abbiano rivelato un andamento contraddittorio nello sviluppo di tale status. Da un lato, la pandemia di Covid-19 ha determinato un'"apertura" dell'Unione verso un sistema di solidarietà multilivello: mediante l'acquisto congiunto dei vaccini e il potenziamento del meccanismo di Protezione civile, l'UE ha assunto un ruolo più sociale e "umano", superando le tradizionali concezioni della "residualità" e della "strumentalità" dei diritti sociali rispetto agli obiettivi del Mercato comune. Dall'altro, la clausola di condizionalità economica (Regolamento 2020/2092), subordinando l'accesso ai fondi dell'Unione al rispetto dello Stato di diritto, produce una "rottura" nell'unità dello status e una disparità di trattamento tra i cittadini europei. Il saggio conclude individuando nel Green Deal e in un'emergente "cittadinanza verde" un possibile rilancio della cittadinanza europea, arricchita da nuove dimensioni di identità e partecipazione democratica, mentre un autentico demos federale resta una prospettiva lontana.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/727090
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