Il Mediterraneo, più che una semplice area geografica, costituisce da secoli uno spazio simbolico, narrativo e culturale nel quale si stratificano memorie, conflitti, rappresentazioni e pratiche sociali. Culla di civiltà e crocevia di popoli, il mare nostrum continua a fun- zionare, anche in età contemporanea, come un potente dispositivo di produzione di senso: un luogo reale e, al tempo stesso, immagi- nato, continuamente riscritto attraverso linguaggi diversi – storici, letterari, artistici, mediali – che ne ridefiniscono identità, confini e significati. Questo volume nasce dalla collaborazione tra storici, lin- guisti, economisti ed esperti del branding turistico. I contributi qui raccolti condividono l’idea che i luoghi mediterranei non siano sem- plicemente dati, ma costantemente costruiti e ricostruiti attraverso racconti, immagini, pratiche turistiche e dispositivi mediali. In que- sto senso, il Mediterraneo appare come un laboratorio privilegiato per osservare le trasformazioni della modernità, le sue promesse e le sue contraddizioni. Dal punto di vista metodologico, il volume si caratterizza per un approccio marcatamente interdisciplinare, che mette in dialogo storia ambientale, studi culturali, analisi del di- scorso, media studies e tourism studies. Pur nella diversità dei casi di studio e degli strumenti analitici adottati, i saggi convergono su alcuni nodi centrali: la persistenza degli immaginari storici, il ruolo delle narrazioni nella costruzione delle identità territoriali, l’impat- to dei media – tradizionali e digitali – sulla percezione dei luoghi.
L’immaginario storico mediterraneo nella cultura popolare contemporanea: l’opera di Bob Dylan
Giancarlo Poidomani
Membro del Collaboration Group
2026-01-01
Abstract
Il Mediterraneo, più che una semplice area geografica, costituisce da secoli uno spazio simbolico, narrativo e culturale nel quale si stratificano memorie, conflitti, rappresentazioni e pratiche sociali. Culla di civiltà e crocevia di popoli, il mare nostrum continua a fun- zionare, anche in età contemporanea, come un potente dispositivo di produzione di senso: un luogo reale e, al tempo stesso, immagi- nato, continuamente riscritto attraverso linguaggi diversi – storici, letterari, artistici, mediali – che ne ridefiniscono identità, confini e significati. Questo volume nasce dalla collaborazione tra storici, lin- guisti, economisti ed esperti del branding turistico. I contributi qui raccolti condividono l’idea che i luoghi mediterranei non siano sem- plicemente dati, ma costantemente costruiti e ricostruiti attraverso racconti, immagini, pratiche turistiche e dispositivi mediali. In que- sto senso, il Mediterraneo appare come un laboratorio privilegiato per osservare le trasformazioni della modernità, le sue promesse e le sue contraddizioni. Dal punto di vista metodologico, il volume si caratterizza per un approccio marcatamente interdisciplinare, che mette in dialogo storia ambientale, studi culturali, analisi del di- scorso, media studies e tourism studies. Pur nella diversità dei casi di studio e degli strumenti analitici adottati, i saggi convergono su alcuni nodi centrali: la persistenza degli immaginari storici, il ruolo delle narrazioni nella costruzione delle identità territoriali, l’impat- to dei media – tradizionali e digitali – sulla percezione dei luoghi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


