L'analisi dell'opera monografica di Michele Giorgianni muove dalla rilevata scelta di elaborare un disegno sistematico dei diritti di godimento su cosa altrui, imperniato sulla prospettazione e ricostruzione (a partire dalle relative origini) del concetto tecnico di godimento. Assumono infatti qui centralità le modalità attraverso le quali si realizza il risultato economico proveniente dal godimento della cosa altrui e non il risultato economico in quanto tale, rilevando pertanto l’utilizzazione diretta della cosa e non quella indiretta. Proprio tale godimento diretto costituisce il fulcro dell’indagine, in grado di realizzarsi per il tramite di possibili, diversi schemi che formano oggetto di una distinta disamina, destinata a mettere in evidenza l’artificiosità, per come tradizionalmente rappresentata, del risalente distinguo tra diritti reali e diritti personali di godimento su cosa altrui. A tale ultimo riguardo, infatti, la differenziazione non viene ritenuta doversi fondare, come pure sostenuto dalla dottrina dominante, su una diversa maniera in cui si manifesta il fenomeno del godimento, ripercuotendosi così nel contenuto della posizione giuridica del relativo titolare, quanto piuttosto su un elemento estrinseco all’uno e all’altro, assicurandosi pertanto unitarietà alla struttura di tutti quei rapporti di cui il godimento della cosa altrui costituisce l’oggetto.
Michele Giorgianni e il contributo alla teoria dei diritti di godimento su cosa altrui
Giovanni Di Rosa
2026-01-01
Abstract
L'analisi dell'opera monografica di Michele Giorgianni muove dalla rilevata scelta di elaborare un disegno sistematico dei diritti di godimento su cosa altrui, imperniato sulla prospettazione e ricostruzione (a partire dalle relative origini) del concetto tecnico di godimento. Assumono infatti qui centralità le modalità attraverso le quali si realizza il risultato economico proveniente dal godimento della cosa altrui e non il risultato economico in quanto tale, rilevando pertanto l’utilizzazione diretta della cosa e non quella indiretta. Proprio tale godimento diretto costituisce il fulcro dell’indagine, in grado di realizzarsi per il tramite di possibili, diversi schemi che formano oggetto di una distinta disamina, destinata a mettere in evidenza l’artificiosità, per come tradizionalmente rappresentata, del risalente distinguo tra diritti reali e diritti personali di godimento su cosa altrui. A tale ultimo riguardo, infatti, la differenziazione non viene ritenuta doversi fondare, come pure sostenuto dalla dottrina dominante, su una diversa maniera in cui si manifesta il fenomeno del godimento, ripercuotendosi così nel contenuto della posizione giuridica del relativo titolare, quanto piuttosto su un elemento estrinseco all’uno e all’altro, assicurandosi pertanto unitarietà alla struttura di tutti quei rapporti di cui il godimento della cosa altrui costituisce l’oggetto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


