Il saggio introduce il volume Diritto e devianza nel contemporaneo: prospettive, pratiche, trasformazioni a partire dall’ipotesi che il rapporto tra diritto e devianza costituisca un osservatorio privilegiato delle trasformazioni che attraversano le società contemporanee. In una fase caratterizzata da pluralismo normativo, frammentazione delle fonti di regolazione, trasformazione digitale e ridefinizione delle vulnerabilità sociali, il diritto non può essere considerato come un sistema autonomo rispetto alla società, ma come una pratica socialmente situata che contribuisce a produrre categorie, aspettative, forme di riconoscimento e processi di esclusione. Parallelamente, la devianza viene assunta non come qualità intrinseca di determinati comportamenti o soggetti, ma come categoria relazionale e storicamente situata, costruita attraverso processi di definizione, classificazione e reazione sociale. Muovendo dalle principali tradizioni della sociologia del diritto e della devianza, il contributo ricostruisce alcuni snodi teorici utili a interpretare il carattere selettivo e produttivo della normatività e il ruolo delle pratiche istituzionali nella concreta implementazione del diritto. I saggi raccolti nel volume consentono quindi di osservare, in ambiti differenti – dalle migrazioni alle tecnologie digitali, dalla violenza di genere alle istituzioni penitenziarie – come norme, attori e pratiche concorrano continuamente a ridefinire i confini tra conformità e devianza, inclusione ed esclusione, tutela e controllo. Ne emerge una prospettiva nella quale diritto e devianza non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni reciprocamente costitutive attraverso cui leggere le tensioni, le disuguaglianze e le trasformazioni del contemporaneo.
Perché Diritto e devianza nel contemporaneo: prospettive, pratiche, trasformazioni: una introduzione
D. De Felice
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2026-01-01
Abstract
Il saggio introduce il volume Diritto e devianza nel contemporaneo: prospettive, pratiche, trasformazioni a partire dall’ipotesi che il rapporto tra diritto e devianza costituisca un osservatorio privilegiato delle trasformazioni che attraversano le società contemporanee. In una fase caratterizzata da pluralismo normativo, frammentazione delle fonti di regolazione, trasformazione digitale e ridefinizione delle vulnerabilità sociali, il diritto non può essere considerato come un sistema autonomo rispetto alla società, ma come una pratica socialmente situata che contribuisce a produrre categorie, aspettative, forme di riconoscimento e processi di esclusione. Parallelamente, la devianza viene assunta non come qualità intrinseca di determinati comportamenti o soggetti, ma come categoria relazionale e storicamente situata, costruita attraverso processi di definizione, classificazione e reazione sociale. Muovendo dalle principali tradizioni della sociologia del diritto e della devianza, il contributo ricostruisce alcuni snodi teorici utili a interpretare il carattere selettivo e produttivo della normatività e il ruolo delle pratiche istituzionali nella concreta implementazione del diritto. I saggi raccolti nel volume consentono quindi di osservare, in ambiti differenti – dalle migrazioni alle tecnologie digitali, dalla violenza di genere alle istituzioni penitenziarie – come norme, attori e pratiche concorrano continuamente a ridefinire i confini tra conformità e devianza, inclusione ed esclusione, tutela e controllo. Ne emerge una prospettiva nella quale diritto e devianza non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni reciprocamente costitutive attraverso cui leggere le tensioni, le disuguaglianze e le trasformazioni del contemporaneo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


