L’attuale conflitto che insanguina Gaza, compromettendo l’equilibrio del Medio Oriente e lo scenario globale, è il risultato più recente e deteriore di tensioni stratificate, che risalgono almeno al periodo della Grande Guerra e ai giochi di potere tra vecchie potenze e Paesi emergenti, detonate in occasione di quel conflitto. Se già nel 1916, con l’Accordo Sykes-Picot, Francia e Gran Bretagna avevano deciso quali fossero le rispettive sfere d’influenza sul territorio ottomano – sulla base di logiche risalenti alla golden age coloniale – l’ingresso degli USA in guerra e l’emanazione dei 14 punti di Wilson modificarono il quadro in profondità, introducendo il tema dell’autodeterminazione dei popoli nella stesura dei trattati di pace, e promuovendo la creazione di organismi sovranazionali (su tutti, la Società delle Nazioni) incaricati di incentivare il dialogo e le relazioni pacifiche fra Stati. Si trattò, tuttavia, di un obiettivo destinato a scontrarsi con errori e fallimenti: in particolare, il Medio Oriente fu al centro di numerose tensioni e dello scontro tra le istanze dei popoli arabi (affascinati dall’ideale pan-siriano) e quelle della popolazione ebraica, che iniziava a stabilirsi sul territorio soprattutto dopo la Dichiarazione Balfour. In questo quadro si inserì l’intervento di attori non statali, caldeggiato proprio dagli USA, attraverso la creazione di una Commissione (nota come King-Crane dal nome dei due funzionari che la guidarono e istituita nel 1919), il cui obiettivo era la messa in atto di una risoluzione diplomatica che tenesse in conto le richieste degli attori locali e tentasse di “comporre” le fratture interne (politico-ideologiche, sociali, religiose e “nazionali”) ma anche le ambizioni delle grandi potenze. Il tema più spinoso riguardava la creazione dello Stato d’Israele, ben vista in Europa ma avversata dalle popolazioni arabe; per contro, l’istituzione di una Grande Siria, voluta da queste ultime, suscitava il sospetto dalle diplomazie occidentali, al punto che il suo “vate”, il principe Faysal, fu coinvolto dai britannici in un progetto di ingegneria geopolitica e messo al capo del neo-istituito regno d’Iraq. Furono queste opposte visioni a decretare il fallimento della Commissione: il rapporto finale sarà a lungo nascosto all’opinione pubblica, ricusato dagli organismi sovranazionali e privo di applicazioni concrete, in quanto “divergente” rispetto agli interessi delle grandi potenze. Rileggere questa vicenda, oggi, appare molto utile per comprendere in profondità tensioni, ambizioni e istanze divergenti che, ancora a distanza di un secolo, impediscono la realizzazione della pace in una regione così strategica a livello globale. L’intervento analizzerà questo case-study attraverso l’intreccio della letteratura sull’argomento (cfr. fra gli altri Gelvin 2015; Patrick 2015; Rogan 2022) e di fonti primarie inedite, fra cui il fondo King-Crane Commission custodito presso l’Oberlin College Archives.

La soluzione "impossibile". La Commissione King-Crane alle origini delle tensioni in Medio Oriente

Vittorio Mirabile
2026-01-01

Abstract

L’attuale conflitto che insanguina Gaza, compromettendo l’equilibrio del Medio Oriente e lo scenario globale, è il risultato più recente e deteriore di tensioni stratificate, che risalgono almeno al periodo della Grande Guerra e ai giochi di potere tra vecchie potenze e Paesi emergenti, detonate in occasione di quel conflitto. Se già nel 1916, con l’Accordo Sykes-Picot, Francia e Gran Bretagna avevano deciso quali fossero le rispettive sfere d’influenza sul territorio ottomano – sulla base di logiche risalenti alla golden age coloniale – l’ingresso degli USA in guerra e l’emanazione dei 14 punti di Wilson modificarono il quadro in profondità, introducendo il tema dell’autodeterminazione dei popoli nella stesura dei trattati di pace, e promuovendo la creazione di organismi sovranazionali (su tutti, la Società delle Nazioni) incaricati di incentivare il dialogo e le relazioni pacifiche fra Stati. Si trattò, tuttavia, di un obiettivo destinato a scontrarsi con errori e fallimenti: in particolare, il Medio Oriente fu al centro di numerose tensioni e dello scontro tra le istanze dei popoli arabi (affascinati dall’ideale pan-siriano) e quelle della popolazione ebraica, che iniziava a stabilirsi sul territorio soprattutto dopo la Dichiarazione Balfour. In questo quadro si inserì l’intervento di attori non statali, caldeggiato proprio dagli USA, attraverso la creazione di una Commissione (nota come King-Crane dal nome dei due funzionari che la guidarono e istituita nel 1919), il cui obiettivo era la messa in atto di una risoluzione diplomatica che tenesse in conto le richieste degli attori locali e tentasse di “comporre” le fratture interne (politico-ideologiche, sociali, religiose e “nazionali”) ma anche le ambizioni delle grandi potenze. Il tema più spinoso riguardava la creazione dello Stato d’Israele, ben vista in Europa ma avversata dalle popolazioni arabe; per contro, l’istituzione di una Grande Siria, voluta da queste ultime, suscitava il sospetto dalle diplomazie occidentali, al punto che il suo “vate”, il principe Faysal, fu coinvolto dai britannici in un progetto di ingegneria geopolitica e messo al capo del neo-istituito regno d’Iraq. Furono queste opposte visioni a decretare il fallimento della Commissione: il rapporto finale sarà a lungo nascosto all’opinione pubblica, ricusato dagli organismi sovranazionali e privo di applicazioni concrete, in quanto “divergente” rispetto agli interessi delle grandi potenze. Rileggere questa vicenda, oggi, appare molto utile per comprendere in profondità tensioni, ambizioni e istanze divergenti che, ancora a distanza di un secolo, impediscono la realizzazione della pace in una regione così strategica a livello globale. L’intervento analizzerà questo case-study attraverso l’intreccio della letteratura sull’argomento (cfr. fra gli altri Gelvin 2015; Patrick 2015; Rogan 2022) e di fonti primarie inedite, fra cui il fondo King-Crane Commission custodito presso l’Oberlin College Archives.
2026
9788829036615
Prima guerra mondiale, Medio Oriente, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Commissione King-Crane
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/733935
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