La Suprema Corte conferma il consolidato orientamento secondo cui la cessione del credito può avere anche una funzione esclusiva di garanzia, sicché il creditore cessionario è legittimato ad azionare sia il credito originario sia quello che gli è stato ceduto in garanzia, sempre che persista l’obbligazione garantita. Una volta verificatasi l’estinzione dell’obbligazione garantita il credito ceduto in garanzia si ritrasferisce automaticamente nella sfera giuridica del cedente nell’ammontare per il quale esso era stato originariamente ceduto, con un meccanismo analogo a quello della condizione risolutiva, senza che occorra quindi, da parte del cessionario, un’attività negoziale diretta a tal fine. Prendendo spunto dalle statuizioni dei giudici di legittimità vengono esaminate le diverse teorie prospettate in ordine al relativo inquadramento teorico, procedendo, altresì, alla disamina degli aspetti più salienti che, sotto il profilo strutturale e funzionale, caratterizzano la fattispecie. Vengono infine affrontati taluni profili problematici emergenti da clausole invalse nella corrente prassi bancaria, che presentano precipui risvolti pratici in sede di revocatoria fallimentare.

Cessione in garanzia e retrocessione del credito

Edoardo Milazzo
2024-01-01

Abstract

La Suprema Corte conferma il consolidato orientamento secondo cui la cessione del credito può avere anche una funzione esclusiva di garanzia, sicché il creditore cessionario è legittimato ad azionare sia il credito originario sia quello che gli è stato ceduto in garanzia, sempre che persista l’obbligazione garantita. Una volta verificatasi l’estinzione dell’obbligazione garantita il credito ceduto in garanzia si ritrasferisce automaticamente nella sfera giuridica del cedente nell’ammontare per il quale esso era stato originariamente ceduto, con un meccanismo analogo a quello della condizione risolutiva, senza che occorra quindi, da parte del cessionario, un’attività negoziale diretta a tal fine. Prendendo spunto dalle statuizioni dei giudici di legittimità vengono esaminate le diverse teorie prospettate in ordine al relativo inquadramento teorico, procedendo, altresì, alla disamina degli aspetti più salienti che, sotto il profilo strutturale e funzionale, caratterizzano la fattispecie. Vengono infine affrontati taluni profili problematici emergenti da clausole invalse nella corrente prassi bancaria, che presentano precipui risvolti pratici in sede di revocatoria fallimentare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/734510
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