The purpose of this article is to consider the scope of the jurisdiction of the European Court of Justice in the field of the Common Foreign and Security Policy (CFSP). In the European integration process the issues of the political cooperation and common security have in the time increased and examined in detail. In these issued turned to settle the juridical nature of such form of cooperation being different from that than the traditional one of the integration process, a pivotal theme has bought progressive relief for the completeness of the "system" CE/UE: that of competence of the European Court to judicial review of the CFSP treaty provisions and the acts of the European institutions in this field. The Court had drawn attention to the legal issues which may arise from the absence of judicial supervision in the field of intergovernmental cooperation, stating that the judicial protection of individuals affected by the activities of the Union must be guaranteed and structured in such a way to ensure consistent interpretation and application both of Community law and of the measures adopted within the framework of the Second and Third Pillars. The Constitutional Treaty consolidates much of the existing acquis communautaire. It also introduces some significant changes to the scope of the jurisdiction of the Court; regrettably, however, the Constitutional Treaty failed to provide for an action of annulment to the brought by institutions or the Member States in the event of a dispute concerning their respective powers and attributions in the CFSP policy-making process. The Constitutional Treaty constitutes, at time, first opportunity to provide a solution to the wide range of legal issues raised by the role of the European Court in the CFSP.

Nel processo di integrazione europea le tematiche della cooperazione politica e della sicurezza comune si sono nel tempo ampliate ed approfondite. In queste tematiche volte alla definizione della natura giuridica di tale forma di cooperazione, per molti versi differente da quella che connota la tradizionale CE, si è fatto lentamente strada un profilo di grande rilievo ai fini della completezza del “sistema” CE/UE: quello della "giustiziabilità" degli atti di politica estera e di sicurezza comune (atti PESC)adottati dalle istituzioni CE/UE al fine di realizzare gli obiettivi PESC. Il tema rappresenta uno dei più recenti sentieri sui quali si è evoluto ilprocesso di integrazione europea. Un profilo che ha acquisito maggiore corposità nel momento in cui si è presa consapevolezza delle “intergerenze” tra il pilastro dell’UE fondato sulla CE ed il pilastro UE fondato sulla cooperazione politica estera. Lo studio dopo aver analizzato le materie sulle quali appare più difficile mantenere diversificati i due sistemi si sofferma sull’esperienza giurisprudenziale attraverso la quale si evince il percorso compiuto dalla Corte di Giustizia con riferimento alla sua competenza ad impugnare gli atti del pilastro della PESC. Sebbene si tratti di posizioni molte caute, esse tuttavia hanno lasciato segni importanti non solo ai fini del reperimento di una risposta al quesito della “giustiziabilità” davanti all’organo giurisdizionale comunitario degli atti di politica estera, ma hanno trovato conferma in puntuali disposizioni del progetto di Costituzione per l’Europa.

La giustiziabilità degli atti della PESC

MARLETTA CALIRI, Lucia
2006

Abstract

The purpose of this article is to consider the scope of the jurisdiction of the European Court of Justice in the field of the Common Foreign and Security Policy (CFSP). In the European integration process the issues of the political cooperation and common security have in the time increased and examined in detail. In these issued turned to settle the juridical nature of such form of cooperation being different from that than the traditional one of the integration process, a pivotal theme has bought progressive relief for the completeness of the "system" CE/UE: that of competence of the European Court to judicial review of the CFSP treaty provisions and the acts of the European institutions in this field. The Court had drawn attention to the legal issues which may arise from the absence of judicial supervision in the field of intergovernmental cooperation, stating that the judicial protection of individuals affected by the activities of the Union must be guaranteed and structured in such a way to ensure consistent interpretation and application both of Community law and of the measures adopted within the framework of the Second and Third Pillars. The Constitutional Treaty consolidates much of the existing acquis communautaire. It also introduces some significant changes to the scope of the jurisdiction of the Court; regrettably, however, the Constitutional Treaty failed to provide for an action of annulment to the brought by institutions or the Member States in the event of a dispute concerning their respective powers and attributions in the CFSP policy-making process. The Constitutional Treaty constitutes, at time, first opportunity to provide a solution to the wide range of legal issues raised by the role of the European Court in the CFSP.
88-14-11141-3
Nel processo di integrazione europea le tematiche della cooperazione politica e della sicurezza comune si sono nel tempo ampliate ed approfondite. In queste tematiche volte alla definizione della natura giuridica di tale forma di cooperazione, per molti versi differente da quella che connota la tradizionale CE, si è fatto lentamente strada un profilo di grande rilievo ai fini della completezza del “sistema” CE/UE: quello della "giustiziabilità" degli atti di politica estera e di sicurezza comune (atti PESC)adottati dalle istituzioni CE/UE al fine di realizzare gli obiettivi PESC. Il tema rappresenta uno dei più recenti sentieri sui quali si è evoluto ilprocesso di integrazione europea. Un profilo che ha acquisito maggiore corposità nel momento in cui si è presa consapevolezza delle “intergerenze” tra il pilastro dell’UE fondato sulla CE ed il pilastro UE fondato sulla cooperazione politica estera. Lo studio dopo aver analizzato le materie sulle quali appare più difficile mantenere diversificati i due sistemi si sofferma sull’esperienza giurisprudenziale attraverso la quale si evince il percorso compiuto dalla Corte di Giustizia con riferimento alla sua competenza ad impugnare gli atti del pilastro della PESC. Sebbene si tratti di posizioni molte caute, esse tuttavia hanno lasciato segni importanti non solo ai fini del reperimento di una risposta al quesito della “giustiziabilità” davanti all’organo giurisdizionale comunitario degli atti di politica estera, ma hanno trovato conferma in puntuali disposizioni del progetto di Costituzione per l’Europa.
politica estera UE; atti; Corte Giustizia; competenza ; controllo legittimità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/73824
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