L’edizione 2013 del capitolo dedicato allo sviluppo della logistica nel Mezzogiorno, parte da quanto già evidenziato nei rapporti precedenti in merito alle opportunità di sviluppo che il Mezzogiorno offre in relazione non solo allo specifico settore dei trasporti, che già presenta numerosi casi imprenditoriali di successo, come nel caso dei trasporti marittimi, ma principalmente in relazione alla dinamica evolutiva di altri settori produttivi che grazie a servizi logistici efficienti e più sviluppati, potranno trovare nel Mezzogiorno nuove e concrete opportunità di insediamento produttivo. E’ il caso, ad esempio, di tutta una serie di lavorazioni logistiche a valore che possono essere svolte in diretta sinergia con le attività di trasporto marittimo e che vedono nei porti e nelle immediate aree retroportuali idonea localizzazione. La necessità di trovare ed assegnare un ruolo specifico dell’”economa reale” alle regioni meridionali italiane, non può che passare attraverso una nuova concezione delle effettive potenzialità che da esse possono essere sfruttate per creare vantaggi competitivi a livello globale tal da consentire la ripresa della crescita e dei posti di lavoro persi. Resistere agli effetti negativi della globalizzazione, significa collocarsi positivamente all’interno delle catene produttive globali cercando di sfruttare al meglio i fattori di maggior potenziale competitivo presenti come la capacità di innovazione e di sviluppo tecnologico, la disponibilità di risorse umane qualificate, la disponibilità di vaste aree industriali dismesse da riqualificare, la presenza di operatori logistici di livello internazionale, la posizione geografica favorevole per l’interscambio commerciale tra tre continenti (Asia, Europa, Africa). Per sostenere le catene di approvvigionamento e fornitura industriali e distributive (supply-chain) in continua evoluzione, le grandi imprese di trasporto non devono soltanto ampliare le proprie flotte, ma anche riorganizzare gli orari e i servizi. L'outsourcing, la rilocalizzazione, la riduzione delle scorte e le consegne just in time hanno reso l’industria particolarmente dipendente da un sistema di trasporti affidabile a livello globale. In risposta ad un ambiente di mercato in mutazione, la maggior parte delle grandi società di trasporto e spedizione sta espandendo la proprie attività dai servizi di trasporto intermodali e di immagazzinamento ad attività a elevato valore aggiunto, come il confezionamento, la logistica a contratto (contract logistics) e i servizi IT. Questa integrazione verticale e orizzontale è stata spesso ottenuta grazie a fusioni e acquisizioni. I fornitori di servizi di logistica cercano spesso le sedi per le proprie attività nei centri di distribuzione e nelle loro dirette vicinanze. In questo quadro il Mezzogiorno presenta caratteristiche tali da offrire agli operatori di logistica globale ottimali condizioni di localizzazione si per catene logistiche che vedono nel mercato europeo la loro destinazione (consumo), sia catene logistiche basate su prodotti “in transito” produttivo e/o distributivo e sia, infine, per catene logistiche finalizzate all’esportazione dei prodotti di eccellenza del Mezzogiorno appartenenti ad alcune specifiche filiere (agroalimentare, aerospaziale, meccatronica, ecc.). A tal fine, misure di incentivazione e di sostegno da parte del decisore pubblico andrebbero attentamente studiate e valutate in attuazione di specifiche politiche di stimolo fiscale, contributivo e di semplificazione amministrativa, volte all’insediamento nel Mezzogiorno di attività logistiche facenti parte di catene logistiche “del valore” (value-chain) composte da reti di imprese multi localizzate per la produzione integrata in senso orizzontale (imprese appartenenti alla stessa fase o stadio della catena del valore) ed in senso verticale (imprese appartenenti a fasi o stadi diversi della catena del valore).

Logistica e Mediterraneo

SIVIERO, LUCIO
2013

Abstract

L’edizione 2013 del capitolo dedicato allo sviluppo della logistica nel Mezzogiorno, parte da quanto già evidenziato nei rapporti precedenti in merito alle opportunità di sviluppo che il Mezzogiorno offre in relazione non solo allo specifico settore dei trasporti, che già presenta numerosi casi imprenditoriali di successo, come nel caso dei trasporti marittimi, ma principalmente in relazione alla dinamica evolutiva di altri settori produttivi che grazie a servizi logistici efficienti e più sviluppati, potranno trovare nel Mezzogiorno nuove e concrete opportunità di insediamento produttivo. E’ il caso, ad esempio, di tutta una serie di lavorazioni logistiche a valore che possono essere svolte in diretta sinergia con le attività di trasporto marittimo e che vedono nei porti e nelle immediate aree retroportuali idonea localizzazione. La necessità di trovare ed assegnare un ruolo specifico dell’”economa reale” alle regioni meridionali italiane, non può che passare attraverso una nuova concezione delle effettive potenzialità che da esse possono essere sfruttate per creare vantaggi competitivi a livello globale tal da consentire la ripresa della crescita e dei posti di lavoro persi. Resistere agli effetti negativi della globalizzazione, significa collocarsi positivamente all’interno delle catene produttive globali cercando di sfruttare al meglio i fattori di maggior potenziale competitivo presenti come la capacità di innovazione e di sviluppo tecnologico, la disponibilità di risorse umane qualificate, la disponibilità di vaste aree industriali dismesse da riqualificare, la presenza di operatori logistici di livello internazionale, la posizione geografica favorevole per l’interscambio commerciale tra tre continenti (Asia, Europa, Africa). Per sostenere le catene di approvvigionamento e fornitura industriali e distributive (supply-chain) in continua evoluzione, le grandi imprese di trasporto non devono soltanto ampliare le proprie flotte, ma anche riorganizzare gli orari e i servizi. L'outsourcing, la rilocalizzazione, la riduzione delle scorte e le consegne just in time hanno reso l’industria particolarmente dipendente da un sistema di trasporti affidabile a livello globale. In risposta ad un ambiente di mercato in mutazione, la maggior parte delle grandi società di trasporto e spedizione sta espandendo la proprie attività dai servizi di trasporto intermodali e di immagazzinamento ad attività a elevato valore aggiunto, come il confezionamento, la logistica a contratto (contract logistics) e i servizi IT. Questa integrazione verticale e orizzontale è stata spesso ottenuta grazie a fusioni e acquisizioni. I fornitori di servizi di logistica cercano spesso le sedi per le proprie attività nei centri di distribuzione e nelle loro dirette vicinanze. In questo quadro il Mezzogiorno presenta caratteristiche tali da offrire agli operatori di logistica globale ottimali condizioni di localizzazione si per catene logistiche che vedono nel mercato europeo la loro destinazione (consumo), sia catene logistiche basate su prodotti “in transito” produttivo e/o distributivo e sia, infine, per catene logistiche finalizzate all’esportazione dei prodotti di eccellenza del Mezzogiorno appartenenti ad alcune specifiche filiere (agroalimentare, aerospaziale, meccatronica, ecc.). A tal fine, misure di incentivazione e di sostegno da parte del decisore pubblico andrebbero attentamente studiate e valutate in attuazione di specifiche politiche di stimolo fiscale, contributivo e di semplificazione amministrativa, volte all’insediamento nel Mezzogiorno di attività logistiche facenti parte di catene logistiche “del valore” (value-chain) composte da reti di imprese multi localizzate per la produzione integrata in senso orizzontale (imprese appartenenti alla stessa fase o stadio della catena del valore) ed in senso verticale (imprese appartenenti a fasi o stadi diversi della catena del valore).
9788815246288
logistica, mediterraneo, filiere, export
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/80208
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