Nell’ambito europeo si è assistito negli ultimi sessantanni alla graduale e contraddittoria formazione di un sistema di principi della materia penale nell’ambito di una sorta di c.d. “costituzionalismo multilivello” che vede intrecciarsi fonti e competenze giudiziarie diverse in un rappor-to non sempre esattamente definito, ma comunque sinergico, che proce-de dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo alla luce dell’interpretazione della Corte di Strasburgo, ai principi fondamentali del diritto comunitario cristalizzati nella Carta dei diritti fondamentali alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia, sino alle Costituzioni nazionali con la relativa opera interpretativa delle Corti Costituzionali. In questo contesto si tenterà di esaminare il ruolo delle fonti e delle Corti sovrannazionali nell’elaborazione di alcuni principi fondamentali della materia penale, e della loro influenza nell’ordinamento italiano, per poi procedere alla disanima di alcuni di tali principi alla luce dei più re-centi orientamenti delle corti sovrannazionali. Alla base dello studio si pone la constatazione che la Corte europea dei diritti dell’uomo (nel prosieguo Corte EDU) ha elaborato una nozio-ne autonoma di “materia penale” ai fini del riconoscimento delle relative garanzie che non solo consente di applicare talune garanzie fondamentali a tutto lo ius puniendi, al di là dei tentativi di frode delle etichette dei legi-slatori nazionali, ma che rappresenta il fondamento di una storica opera di armonizzazione dei sistemi punitivi, compresi quelli penali, che si sta realizzando attraverso il riconoscimento dei diritti fondamentali negli or-dinamenti nazionali e nell’ordinamento dell’Unione Europea – in quest’ultimo caso a partire da una sorte di attività creativa dei diritti fon-damentali da parte della Corte di Giustizia, che ha realizzato, ancor prima del Trattato di Lisbona, un’implicita incorporazione pretoria della CEDU nel diritto comunitario

LA NOZIONE E I PRINCIPI DELLA “MATERIA PENALE” NELLA GIURISPRUDENZA DELLE CORTI EUROPEE

MAUGERI, Anna Maria
2013

Abstract

Nell’ambito europeo si è assistito negli ultimi sessantanni alla graduale e contraddittoria formazione di un sistema di principi della materia penale nell’ambito di una sorta di c.d. “costituzionalismo multilivello” che vede intrecciarsi fonti e competenze giudiziarie diverse in un rappor-to non sempre esattamente definito, ma comunque sinergico, che proce-de dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo alla luce dell’interpretazione della Corte di Strasburgo, ai principi fondamentali del diritto comunitario cristalizzati nella Carta dei diritti fondamentali alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia, sino alle Costituzioni nazionali con la relativa opera interpretativa delle Corti Costituzionali. In questo contesto si tenterà di esaminare il ruolo delle fonti e delle Corti sovrannazionali nell’elaborazione di alcuni principi fondamentali della materia penale, e della loro influenza nell’ordinamento italiano, per poi procedere alla disanima di alcuni di tali principi alla luce dei più re-centi orientamenti delle corti sovrannazionali. Alla base dello studio si pone la constatazione che la Corte europea dei diritti dell’uomo (nel prosieguo Corte EDU) ha elaborato una nozio-ne autonoma di “materia penale” ai fini del riconoscimento delle relative garanzie che non solo consente di applicare talune garanzie fondamentali a tutto lo ius puniendi, al di là dei tentativi di frode delle etichette dei legi-slatori nazionali, ma che rappresenta il fondamento di una storica opera di armonizzazione dei sistemi punitivi, compresi quelli penali, che si sta realizzando attraverso il riconoscimento dei diritti fondamentali negli or-dinamenti nazionali e nell’ordinamento dell’Unione Europea – in quest’ultimo caso a partire da una sorte di attività creativa dei diritti fon-damentali da parte della Corte di Giustizia, che ha realizzato, ancor prima del Trattato di Lisbona, un’implicita incorporazione pretoria della CEDU nel diritto comunitario
978-88-348-3904-1
materia ; penale; GIURISPRUDENZA; EUROPEA; CRIMINAL OFFENCE; EUROPEAN; CASE LAW
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/84579
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