L’aumento del tenore di vita ed istruzione avvenuto negli ultimi cinquanta anni nei paesi industrializzati (PI) ha reso i suoi cittadini più esigenti ed attenti alla qualità del cibo consumato. Così, la richiesta di alimenti più sicuri e con caratteristiche nutrizionali migliori ha condotto alla rivalutazione di alcune piante di grande pregio che, per motivi agronomici e commerciali, sono coltivate in aree ristrette del pianeta. Oggi esistono sulla Terra circa 80.000 specie di vegetali edibili delle quali, però, solo 150 sono coltivate su vasta scala per scopi commerciali, le altre, invece, sono utilizzate soprattutto per “l’autoconsumo”. Tra queste piante vi è la quinoa (o quinua) (Chenopodium quinoa), un pseudocereale che insieme alla patata ed al mais è la più importante coltura di sussistenza della regione Andina (soprattutto in Bolivia, Perù ed Ecuador). I suoi semi, infatti, presentano un alto valore nutritivo, superiore a quello dei più comuni cereali e leguminose, poiché ricchi di amminoacidi essenziali (come lisina e metionina, assenti nei più importanti cereali), di vitamine e di minerali. Tuttavia, sebbene la granella sia ricoperta da un sottile strato di saponine idrosolubili di sapore amaro e dalla proprietà antinutrizionali, possono essere allontanate con il semplice lavaggio, prima della cottura. Peraltro queste sostanze, trovano impiego nell’industria farmaceutica per la formulazione di antibiotici oppure in quella chimica per la produzione di insetticidi. Negli ultimi decenni questo pseudocereale è stato oggetto di un crescente interesse sia da parte dei consumatori dei PI, sia di molti istituti di ricerca ed istituzioni internazionali, allo scopo di studiare la possibilità di introdurre la sua coltivazione in paesi diversi da quelli di origine. In questo lavoro s’intende analizzare gli aspetti storici, agronomici, tecnologici, nutrizionali di questa coltura, evidenziandone le criticità e le potenzialità al fine di una sua maggiore valorizzazione sul mercato europeo e nazionale.
"Valorizzazione delle colture agricole minori: il caso della Quinoa (Chenopodium quinoa", XXII C Nazionale di Scienze Merceologiche “La qualità dei prodotti per la competitività delle imprese e la tutela dei consumatori”, Roma, 2 – 4 marzo 2006
ZERBO, Antonio
2006-01-01
Abstract
L’aumento del tenore di vita ed istruzione avvenuto negli ultimi cinquanta anni nei paesi industrializzati (PI) ha reso i suoi cittadini più esigenti ed attenti alla qualità del cibo consumato. Così, la richiesta di alimenti più sicuri e con caratteristiche nutrizionali migliori ha condotto alla rivalutazione di alcune piante di grande pregio che, per motivi agronomici e commerciali, sono coltivate in aree ristrette del pianeta. Oggi esistono sulla Terra circa 80.000 specie di vegetali edibili delle quali, però, solo 150 sono coltivate su vasta scala per scopi commerciali, le altre, invece, sono utilizzate soprattutto per “l’autoconsumo”. Tra queste piante vi è la quinoa (o quinua) (Chenopodium quinoa), un pseudocereale che insieme alla patata ed al mais è la più importante coltura di sussistenza della regione Andina (soprattutto in Bolivia, Perù ed Ecuador). I suoi semi, infatti, presentano un alto valore nutritivo, superiore a quello dei più comuni cereali e leguminose, poiché ricchi di amminoacidi essenziali (come lisina e metionina, assenti nei più importanti cereali), di vitamine e di minerali. Tuttavia, sebbene la granella sia ricoperta da un sottile strato di saponine idrosolubili di sapore amaro e dalla proprietà antinutrizionali, possono essere allontanate con il semplice lavaggio, prima della cottura. Peraltro queste sostanze, trovano impiego nell’industria farmaceutica per la formulazione di antibiotici oppure in quella chimica per la produzione di insetticidi. Negli ultimi decenni questo pseudocereale è stato oggetto di un crescente interesse sia da parte dei consumatori dei PI, sia di molti istituti di ricerca ed istituzioni internazionali, allo scopo di studiare la possibilità di introdurre la sua coltivazione in paesi diversi da quelli di origine. In questo lavoro s’intende analizzare gli aspetti storici, agronomici, tecnologici, nutrizionali di questa coltura, evidenziandone le criticità e le potenzialità al fine di una sua maggiore valorizzazione sul mercato europeo e nazionale.| File | Dimensione | Formato | |
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