The dense volume edited by T. Kaizer and M. Facella, Kingdoms and Principalities in the Roman Near East, addresses a broad topic and is suitable for an exegesis stratified and with different perspectives: the ‘bipolarity’ of the two Empires, the Roman and the Parthian; the notion of ‘frontier’ to be understood not like ‘limit’, but as ‘sharing’; the multiform dynamics of the acculturation processes; the need to leave static and obsolete ‘formulas’. It is precisely this node problem – the choice of terms and their semantic potential – which gives the biggest challenge: if they were not ‘clients’ or ‘buffer’ states, then may the Kingdoms of the Near East actually be considered ‘friends and allies’ of Rome?

Il denso volume curato da T. Kaizer e M. Facella, Kingdoms and Principalities in the Roman Near East, affronta una tematica vasta e si presta ad un’esegesi stratificata e poliprospettica: dalla ‘bipolarità’ dei due Imperi, quello romano e quello partico, alla nozione di ‘frontiera’, da intendersi non come ‘limite’, ma come ‘condivisione’, dalla multiforme dinamica dei processi di acculturazione alla necessità di abbandonare ‘formule’ statiche e obsolete. È proprio su quest’ultimo nodo problematico, sulla scelta dei termini e sul loro potenziale semantico che si affronta la sfida più grande: se non furono ‘clienti’ o stati ‘cuscinetto’, allora i regni del Vicino Oriente possono effettivamente considerarsi ‘amici e alleati’ di Roma?

I regni del Vicino Oriente fra amicitia e clientela: Roma e i suoi 'limiti'?

ARENA, Gaetano Maria
2013

Abstract

Il denso volume curato da T. Kaizer e M. Facella, Kingdoms and Principalities in the Roman Near East, affronta una tematica vasta e si presta ad un’esegesi stratificata e poliprospettica: dalla ‘bipolarità’ dei due Imperi, quello romano e quello partico, alla nozione di ‘frontiera’, da intendersi non come ‘limite’, ma come ‘condivisione’, dalla multiforme dinamica dei processi di acculturazione alla necessità di abbandonare ‘formule’ statiche e obsolete. È proprio su quest’ultimo nodo problematico, sulla scelta dei termini e sul loro potenziale semantico che si affronta la sfida più grande: se non furono ‘clienti’ o stati ‘cuscinetto’, allora i regni del Vicino Oriente possono effettivamente considerarsi ‘amici e alleati’ di Roma?
The dense volume edited by T. Kaizer and M. Facella, Kingdoms and Principalities in the Roman Near East, addresses a broad topic and is suitable for an exegesis stratified and with different perspectives: the ‘bipolarity’ of the two Empires, the Roman and the Parthian; the notion of ‘frontier’ to be understood not like ‘limit’, but as ‘sharing’; the multiform dynamics of the acculturation processes; the need to leave static and obsolete ‘formulas’. It is precisely this node problem – the choice of terms and their semantic potential – which gives the biggest challenge: if they were not ‘clients’ or ‘buffer’ states, then may the Kingdoms of the Near East actually be considered ‘friends and allies’ of Rome?
Roma e il Vicino Oriente; Studi sulla frontiera; Contatti culturali; Regni clienti; Stati vassalli; Rome and the Near East; Frontier studies; Cultural contacts; Client kingdoms; Vassal State
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/14135
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