Il messinese Giovanni Maria Amato realizza a Catania i portali delle chiese di due monasteri benedettini: quello di Sant'Agata e quello di San Benedetto, cos' come testimoniato da due documenti, trascritti dall'autore, uno del 1683, l'alro del 1690. Il primo portale si salva in gran parte dal terremoto del 1693 e viene rimontato nella prima ricostruzione della chiesa conventuale negli anni seguenti al sisma e poi ancora nella ricostruzione della ffacciata della nuova chiesa completamente ricostruita da Giovan Battista Vaccarini a partire dal 1732. Del secondo portale ci resta solo la descrizione contenuta nell'atto di obbligazione del 1690. Ambedue i portali rientrano nel solco di una tradizione architettonico-scultorea che trova numerosi risconti nel Val Demone, un'area di influenza culturale della città di Messina, dalla quale gli Amato provenivano e da dove provennero Andrea e Tommaso Amato, nipoti di Giovanni Maria Amato, che si trasferirono per sempre a Catania.

Due Portali di Giovanni Maria Amato nella Catania del Seicento

MAGNANO DI SAN LIO, Eugenio
2014

Abstract

Il messinese Giovanni Maria Amato realizza a Catania i portali delle chiese di due monasteri benedettini: quello di Sant'Agata e quello di San Benedetto, cos' come testimoniato da due documenti, trascritti dall'autore, uno del 1683, l'alro del 1690. Il primo portale si salva in gran parte dal terremoto del 1693 e viene rimontato nella prima ricostruzione della chiesa conventuale negli anni seguenti al sisma e poi ancora nella ricostruzione della ffacciata della nuova chiesa completamente ricostruita da Giovan Battista Vaccarini a partire dal 1732. Del secondo portale ci resta solo la descrizione contenuta nell'atto di obbligazione del 1690. Ambedue i portali rientrano nel solco di una tradizione architettonico-scultorea che trova numerosi risconti nel Val Demone, un'area di influenza culturale della città di Messina, dalla quale gli Amato provenivano e da dove provennero Andrea e Tommaso Amato, nipoti di Giovanni Maria Amato, che si trasferirono per sempre a Catania.
Architettura; Portali; Seicento; Scultura
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/16637
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