A letter from the baths in Baden (Switzerland) in May 1416, in which Poggio Bracciolini, the Italian Humanist, witnesses men and women bathing together, unclothed, in unselfconscious community, allows us to reflect on the mentality and, in particular, on the sense of decency of medieval age. The sources testify the rigours of secular legislation (laws of barbaric and Byzantine ages, legislative measures of municipal and royal authorities, etc.) and of ecclesiastical deliberations (Penitentials, and statements of medieval Christian authors), and also, in iconography and in the short-story writing, a surprising freedom of morals, substantially different from that of the modern age. The provisions of public authorities, that aimed at preventing promiscuity in public balnea, are part of the new moral, political and cultural tension, that, since the second half of the fifteenth century, gave a strong social (or "civic") sense to the humanistic admiration for the human body and caused «a phenomenon of moralization, that is of political control of the customs of sociability».

La descrizione, in una lettera scritta nel 1416 dall’umanista Poggio Bracciolini, della località termale di Baden, nell’attuale Svizzera, laddove uomini e donne, senza alcuna evidente malizia, si immergevano nudi e contemporaneamente nelle vasche appena divise da un rozzo steccato, offre l’occasione per riflettere sulla mentalità e, in particolare, sul senso del pudore dell’epoca medievale. Le fonti attestano, da una parte, i rigori della legislazione laica (leggi d’età barbarica e bizantina, provvedimenti delle autorità comunali e regie, ecc.) e degli interventi ecclesiastici (penitenziali, e pronunciamenti delle auctoritates cristiane), dall’altra, nella iconografia e nella novellistica, una sorprendente libertà di costumi, lontana dalla sensibilità moderna. Le disposizioni delle autorità pubbliche, volte a impedire, dalla seconda metà del secolo XV, la promiscuità nei balnea pubblici, si inquadrano nella nuova tensione morale, politica e culturale che conferì forti contenuti sociali, o meglio “civici”, all’ammirazione tutta umanistica verso il corpo umano e provocò «un fenomeno di moralizzazione, cioè di controllo politico delle usanze di sociabilità».

Nudità e senso del pudore nel Medioevo. Riflessioni in margine all’Epistola de balneis di Poggio Bracciolini

URSO, Carmelina
2015

Abstract

La descrizione, in una lettera scritta nel 1416 dall’umanista Poggio Bracciolini, della località termale di Baden, nell’attuale Svizzera, laddove uomini e donne, senza alcuna evidente malizia, si immergevano nudi e contemporaneamente nelle vasche appena divise da un rozzo steccato, offre l’occasione per riflettere sulla mentalità e, in particolare, sul senso del pudore dell’epoca medievale. Le fonti attestano, da una parte, i rigori della legislazione laica (leggi d’età barbarica e bizantina, provvedimenti delle autorità comunali e regie, ecc.) e degli interventi ecclesiastici (penitenziali, e pronunciamenti delle auctoritates cristiane), dall’altra, nella iconografia e nella novellistica, una sorprendente libertà di costumi, lontana dalla sensibilità moderna. Le disposizioni delle autorità pubbliche, volte a impedire, dalla seconda metà del secolo XV, la promiscuità nei balnea pubblici, si inquadrano nella nuova tensione morale, politica e culturale che conferì forti contenuti sociali, o meglio “civici”, all’ammirazione tutta umanistica verso il corpo umano e provocò «un fenomeno di moralizzazione, cioè di controllo politico delle usanze di sociabilità».
Medioevo; Mentalità; Poggio Bracciolini; Middle Ages; History of medieval mentality
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/18436
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