Il progetto nasce nell’ambito di un sistema organico d’interventi previsti dal Piano Particolareggiato per Ortigia, che hanno lo scopo di risanare dal degrado gli ambiti più interni di alcuni isolati, tra i quali appunto i Bottari. Il sito caratterizzato da una millenaria stratificazione, porta inevitabilmente a confrontarsi con oggetti, tracce, reperti, memorie, segni sia palesi sia nascosti, carichi di valore e di tensione, in cui il contesto nel progetto diventa risorsa, un “giacimento”. L’intervento presso un’area utilizzata come una discarica, ha comportato in primo luogo la sua “liberazione” dalle sostruzioni. Attraverso un atto “rifondativo” mediante la riappropriazione di valori dimenticati, è stato rintracciato, con orientamento Est/Ovest, lo ”stenopos” che attraversa la nuova corte. Il fine è quello di riconfigurare, in chiave contemporanea, l’impianto viario originario di matrice greco- arcaica ordinato per “strigae”. Lo “stenopos” passante per i cortili intercetta le strutture esistenti, assume valenza di misura del fluire delle stratificazioni presenti e ricomponendo gli aspetti frammentari, diventa metafora della storia millenaria dell’isolato. L’intervento ha puntato al recupero delle potenzialità dell’area attraverso la demolizione “mirata” delle superfetazioni recenti ed il riuso delle rovine condotto con operazioni di spolio, che hanno visto alcuni blocchi celati sotto le macerie ritornare in “gioco” come materiale da costruzione, un palinsesto in cui operare tra preesistenze e nuovo. Gli interventi di recupero sono stati attuati rifacendosi ad una pratica consolidata nei secoli, in cui edifici ridotti a rovina, tornati ad uno stato originario di cava o giacimento, carichi di materiale da costruzione già cavato, ritrovano impiego nelle nuove fabbriche. Molti edifici dell’isola di Ortigia sono testimonianza tangibile di tali operazioni. Alcune fabbriche, le più importanti, si sono alimentate costantemente delle pietre presenti nell’isola ed immediati dintorni, per oltre 2500 anni, ripercorrendo le straordinarie quanto mai alterne vicende, secondo un susseguirsi millenario di guerre, carestie, cataclismi e rinascite.

Regole e modelli nella ricostruzione di un piccolo centro

LATINA, Vincenzo
2015

Abstract

Il progetto nasce nell’ambito di un sistema organico d’interventi previsti dal Piano Particolareggiato per Ortigia, che hanno lo scopo di risanare dal degrado gli ambiti più interni di alcuni isolati, tra i quali appunto i Bottari. Il sito caratterizzato da una millenaria stratificazione, porta inevitabilmente a confrontarsi con oggetti, tracce, reperti, memorie, segni sia palesi sia nascosti, carichi di valore e di tensione, in cui il contesto nel progetto diventa risorsa, un “giacimento”. L’intervento presso un’area utilizzata come una discarica, ha comportato in primo luogo la sua “liberazione” dalle sostruzioni. Attraverso un atto “rifondativo” mediante la riappropriazione di valori dimenticati, è stato rintracciato, con orientamento Est/Ovest, lo ”stenopos” che attraversa la nuova corte. Il fine è quello di riconfigurare, in chiave contemporanea, l’impianto viario originario di matrice greco- arcaica ordinato per “strigae”. Lo “stenopos” passante per i cortili intercetta le strutture esistenti, assume valenza di misura del fluire delle stratificazioni presenti e ricomponendo gli aspetti frammentari, diventa metafora della storia millenaria dell’isolato. L’intervento ha puntato al recupero delle potenzialità dell’area attraverso la demolizione “mirata” delle superfetazioni recenti ed il riuso delle rovine condotto con operazioni di spolio, che hanno visto alcuni blocchi celati sotto le macerie ritornare in “gioco” come materiale da costruzione, un palinsesto in cui operare tra preesistenze e nuovo. Gli interventi di recupero sono stati attuati rifacendosi ad una pratica consolidata nei secoli, in cui edifici ridotti a rovina, tornati ad uno stato originario di cava o giacimento, carichi di materiale da costruzione già cavato, ritrovano impiego nelle nuove fabbriche. Molti edifici dell’isola di Ortigia sono testimonianza tangibile di tali operazioni. Alcune fabbriche, le più importanti, si sono alimentate costantemente delle pietre presenti nell’isola ed immediati dintorni, per oltre 2500 anni, ripercorrendo le straordinarie quanto mai alterne vicende, secondo un susseguirsi millenario di guerre, carestie, cataclismi e rinascite.
Ortigia; Corte ; Bottari
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/20433
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