The so-called Bamberger Arzneibuch (c. 1150) is the earliest medical book preserved in German language. It contains three fragmentary texts: the Arzenībuoch Ypocratis, a collection of medical remedies attributed to Hippocrates, a great part of which is also recorded in medieval Latin medical literature; a translation of the oldest Latin version of a late-antique prognostic work, also attributed to Hippocrates; a translation of De dynamidiis, a small fragmentary Latin text attributed to Galen, where names and qualities of some medicines are explained. In this paper an updated critical reading of De dynamidiis is proposed, jointly with an analysis of some particularly interesting terms used in the German translation. The fragment seemingly undergoes a function change through the translation process, becoming a sort of bilingual glossary where the definitions, which are translated into German, help the reader/learner understand the meaning of the Greek-Latin technical terms.

I testi tramandati nell’Arzneibuch rappresentano, rispettivamente, un frammento acefalo della traduzione della versione antica della Capsula eburnea Hippocratis, piccolo testo pseudo-prognostico tardo-antico attribuito a Ippocrate; un frammento della traduzione dell’operetta pseudo-galenica De dynamidiis; la versione più antica, e anch’essa frammentaria, della raccolta di ricette nota come Arzenîbuoch Ypocratis. Sia pure nella ridotta ampiezza del documento, dunque, si nota come nel liber medicinae si siano raccolti testi attribuiti esplicitamente a grandi autorità della storia della medicina, quali Ippocrate e Galeno. Il fatto che la Capsula eburnea e il De dynamidiis traducano opere latine note ne permette una puntuale analisi dal punto di vista traduttologico. Nel caso della traduzione del De dynamidiis, in particolare, si ravvisa una rifunzionalizzazione del testo, che da glossario monolingue si trasforma in glossario bilingue, con i lemmi colti greco-latini che rimangono nella loro forma originale e la definizione discorsiva latina tradotta in tedesco. Anche l’Arzenîbuoch Ypocratis riorganizza molte ricette già note nella letteratura medica latina antica e medievale; il testo è oltremodo interessante soprattutto per le scelte lessicali relative a campi semantici specifici, in cui s’incontrano parole rare o uniche nella storia della lingua tedesca. In particolare ci si soffermerà sulla traduzione dello pseudo-galenico De dynamidiis, a lungo trascurata e non considerata come testo a sé stante all’interno dell’Arzneibuch. Confrontando la fonte latina e il frammento tedesco, si cercherà di dimostrare come il testo tedesco non rappresenti soltanto la trasposizione di un contenuto da un codice linguistico a un altro, ma assuma una funzione diversa: il fatto che i lemmi colti greco-latini indicanti i nomi dei medicamenti vengano mantenuti nella forma originaria, ma siano seguiti dalla traduzione della spiegazione delle loro proprietà, fa sospettare che si sia operata una rifunzionalizzazione del testo nel senso di un glossario bilingue dalla forma discorsiva, usato per l’apprendimento di un lessico tecnico latino molto specifico. L’esistenza di una fonte alloglotta immediata permette inoltre di valutare le scelte traduttive compiute, specialmente nell’ambito di campi lessicali fortemente rappresentativi (ad es. patologia). Si effettuerà un’analisi lessicale contrastiva dalla quale potranno emergere le diverse procedure utilizzate di volta in volta per rendere significati legati a referenti che dovevano essere identificati nella maniera più univoca e chiara possibile. Infine, si dimostrerà che le parole latine non tradotte, nella forma in cui compaiono, hanno subito subito una serie di modificazioni grafico-fonetiche spiegabili tramite vari meccanismi dell’interferenza linguistica.

Die frühmittelhochdeutsche fragmentarische Übersetzung des pseudo-galenischen De Dynamidiis

DI CLEMENTE, VALERIA
2016

Abstract

I testi tramandati nell’Arzneibuch rappresentano, rispettivamente, un frammento acefalo della traduzione della versione antica della Capsula eburnea Hippocratis, piccolo testo pseudo-prognostico tardo-antico attribuito a Ippocrate; un frammento della traduzione dell’operetta pseudo-galenica De dynamidiis; la versione più antica, e anch’essa frammentaria, della raccolta di ricette nota come Arzenîbuoch Ypocratis. Sia pure nella ridotta ampiezza del documento, dunque, si nota come nel liber medicinae si siano raccolti testi attribuiti esplicitamente a grandi autorità della storia della medicina, quali Ippocrate e Galeno. Il fatto che la Capsula eburnea e il De dynamidiis traducano opere latine note ne permette una puntuale analisi dal punto di vista traduttologico. Nel caso della traduzione del De dynamidiis, in particolare, si ravvisa una rifunzionalizzazione del testo, che da glossario monolingue si trasforma in glossario bilingue, con i lemmi colti greco-latini che rimangono nella loro forma originale e la definizione discorsiva latina tradotta in tedesco. Anche l’Arzenîbuoch Ypocratis riorganizza molte ricette già note nella letteratura medica latina antica e medievale; il testo è oltremodo interessante soprattutto per le scelte lessicali relative a campi semantici specifici, in cui s’incontrano parole rare o uniche nella storia della lingua tedesca. In particolare ci si soffermerà sulla traduzione dello pseudo-galenico De dynamidiis, a lungo trascurata e non considerata come testo a sé stante all’interno dell’Arzneibuch. Confrontando la fonte latina e il frammento tedesco, si cercherà di dimostrare come il testo tedesco non rappresenti soltanto la trasposizione di un contenuto da un codice linguistico a un altro, ma assuma una funzione diversa: il fatto che i lemmi colti greco-latini indicanti i nomi dei medicamenti vengano mantenuti nella forma originaria, ma siano seguiti dalla traduzione della spiegazione delle loro proprietà, fa sospettare che si sia operata una rifunzionalizzazione del testo nel senso di un glossario bilingue dalla forma discorsiva, usato per l’apprendimento di un lessico tecnico latino molto specifico. L’esistenza di una fonte alloglotta immediata permette inoltre di valutare le scelte traduttive compiute, specialmente nell’ambito di campi lessicali fortemente rappresentativi (ad es. patologia). Si effettuerà un’analisi lessicale contrastiva dalla quale potranno emergere le diverse procedure utilizzate di volta in volta per rendere significati legati a referenti che dovevano essere identificati nella maniera più univoca e chiara possibile. Infine, si dimostrerà che le parole latine non tradotte, nella forma in cui compaiono, hanno subito subito una serie di modificazioni grafico-fonetiche spiegabili tramite vari meccanismi dell’interferenza linguistica.
The so-called Bamberger Arzneibuch (c. 1150) is the earliest medical book preserved in German language. It contains three fragmentary texts: the Arzenībuoch Ypocratis, a collection of medical remedies attributed to Hippocrates, a great part of which is also recorded in medieval Latin medical literature; a translation of the oldest Latin version of a late-antique prognostic work, also attributed to Hippocrates; a translation of De dynamidiis, a small fragmentary Latin text attributed to Galen, where names and qualities of some medicines are explained. In this paper an updated critical reading of De dynamidiis is proposed, jointly with an analysis of some particularly interesting terms used in the German translation. The fragment seemingly undergoes a function change through the translation process, becoming a sort of bilingual glossary where the definitions, which are translated into German, help the reader/learner understand the meaning of the Greek-Latin technical terms.
Bamberger Arzneibuch, De dynamidiis, translation, Early Middle High German
Bamberger Arzneibuch, De dynamidiis, traduzione, alto-tedesco proto-medio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/240726
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