In 1860 the engineer Fernand de Dartein (Strasburg 1838-Paris 1912) travelled for the first time in Italy, in order to study Romanesque architecture, and he thereby started working on his Étude sur l’architecture lombarde et sur les origins de l’architecture romano-byzantine (Paris 1865-1882). In Europe, at the time of Romanticism, the appreciation of Late Medieval architecture was undergoing one of its peaks, thanks to the speculations of all those that looked to the Middle Ages as a source of models and inspiration. The Étude aided those looking for the historical and cultural roots of the Italian National awareness, by identifying Romanesque Lombard art as a common language, thereby creating a real historiographic myth. Through scrupulous surveys Dartein analyzed the monuments in depth, documenting his research with notes and graphic material (today in private archives). This essay examines some unpublished material (the notebooks C’, D, K, N, S) concerning St. Ambrose at Milan in the years of its 19th century restoration, emphasizing Dartein’s method of investigation and his speculations on structure and chronology. FERNAND DE DARTEIN’S ARCHIVE PAPERS: NEW CONTRIBUTIONS TO THE STUDY OF ST. AMBROSE’S BASILICA AT MILAN Tancredi Bella The drawings of the cupola and tower show conjectures regarding an earlier cross-vault roof for the basilica, adjacent to the apse, prior to the drum and to the tower. Some notes on the masonry enable us to acquire information on its state of conservation before the 19th and 20th century restorations. The much debated problem – at the time – of the two rectangular vaults in the third bay, demolished in 1866, has been examined in the light of this material, together with Gaetano Landriani’s notes (from the Restoration Committee). Finally the Monks’ Bell Tower has been considered, in its connection to the basilica, and some observations are offered concerning the modular structure of the bay (in Dartein’s representation the harmony of colours and proportions are highlighted). The illustration of some cases of graphic reconstruction shows how Dartein’s representations have handed down the historical memory of St. Ambrose, an architecture to which he assigned a capital role in Romanesque architecture in Lombardy.

Nel 1860 l’ingegnere Fernand de Dartein (Strasburgo 1838 – Parigi 1912) compie il primo soggiorno in Italia per studiare l’architettura romanica, dando avvio all’Étude sur l'architecture lombarde et sur les origines de l'architecture romano-byzantine (Parigi 1865-82): l’Europa romantica stava vivendo appieno il fascino dell’architettura basso-medievale, grazie alla speculazione di quanti vi cercavano ispirazione e modelli. L’Étude favorì la coscienza nazionale italiana alla ricerca di radici storico-culturali, che identificava come linguaggio unitario il romanico lombardo, vero “mito” storiografico. Tramite meticolosi sopralluoghi Dartein approfondì l’analisi delle fabbriche, documentata da appunti e materiale grafico (oggi in archivi privati). Si è qui considerato un materiale inedito (i carnet C’, D, K, N, S) relativo al S. Ambrogio di Milano negli anni del restauro di metà Ottocento e si sono evidenziati il metodo di indagine e gli interrogativi di Dartein su questioni strutturali e di cronologia. I disegni della cupola e del tiburio rilevano congetture su una primitiva copertura a crociera per il settore basilicale attiguo al corpo absidale, anteriore al tamburo ed alla costruzione del tiburio. Talune precisazioni sull’apparecchio murario consentono di conoscerne lo stato antecedente i restauri del XIX e XX sec. Integrando tale documentazione con gli apporti di Gaetano Landriani (della commissione dei restauri), si è esaminato il problema – all’epoca dibattuto – delle due volte rettangolari nella terza campata, demolite nel 1866. Si è infine considerato il campanile “dei monaci” nel suo innesto con la basilica e si è offerta qualche riflessione sull’assetto modulare della campata (Dartein ne rappresenta peraltro l’armonia di proporzioni e colori). La ricostruzione di qualche caso emblematico di restituzione grafica mostra come la rappresentazione di Dartein abbia tramandato la memoria storica del S. Ambrogio, cui attribuì un ruolo capitale nel romanico lombardo.

Dossiers d’archivio di Fernand de Dartein: nuovi contributi alla conoscenza della basilica di S. Ambrogio a Milano

BELLA, TANCREDI MARIA
2011-01-01

Abstract

Nel 1860 l’ingegnere Fernand de Dartein (Strasburgo 1838 – Parigi 1912) compie il primo soggiorno in Italia per studiare l’architettura romanica, dando avvio all’Étude sur l'architecture lombarde et sur les origines de l'architecture romano-byzantine (Parigi 1865-82): l’Europa romantica stava vivendo appieno il fascino dell’architettura basso-medievale, grazie alla speculazione di quanti vi cercavano ispirazione e modelli. L’Étude favorì la coscienza nazionale italiana alla ricerca di radici storico-culturali, che identificava come linguaggio unitario il romanico lombardo, vero “mito” storiografico. Tramite meticolosi sopralluoghi Dartein approfondì l’analisi delle fabbriche, documentata da appunti e materiale grafico (oggi in archivi privati). Si è qui considerato un materiale inedito (i carnet C’, D, K, N, S) relativo al S. Ambrogio di Milano negli anni del restauro di metà Ottocento e si sono evidenziati il metodo di indagine e gli interrogativi di Dartein su questioni strutturali e di cronologia. I disegni della cupola e del tiburio rilevano congetture su una primitiva copertura a crociera per il settore basilicale attiguo al corpo absidale, anteriore al tamburo ed alla costruzione del tiburio. Talune precisazioni sull’apparecchio murario consentono di conoscerne lo stato antecedente i restauri del XIX e XX sec. Integrando tale documentazione con gli apporti di Gaetano Landriani (della commissione dei restauri), si è esaminato il problema – all’epoca dibattuto – delle due volte rettangolari nella terza campata, demolite nel 1866. Si è infine considerato il campanile “dei monaci” nel suo innesto con la basilica e si è offerta qualche riflessione sull’assetto modulare della campata (Dartein ne rappresenta peraltro l’armonia di proporzioni e colori). La ricostruzione di qualche caso emblematico di restituzione grafica mostra come la rappresentazione di Dartein abbia tramandato la memoria storica del S. Ambrogio, cui attribuì un ruolo capitale nel romanico lombardo.
In 1860 the engineer Fernand de Dartein (Strasburg 1838-Paris 1912) travelled for the first time in Italy, in order to study Romanesque architecture, and he thereby started working on his Étude sur l’architecture lombarde et sur les origins de l’architecture romano-byzantine (Paris 1865-1882). In Europe, at the time of Romanticism, the appreciation of Late Medieval architecture was undergoing one of its peaks, thanks to the speculations of all those that looked to the Middle Ages as a source of models and inspiration. The Étude aided those looking for the historical and cultural roots of the Italian National awareness, by identifying Romanesque Lombard art as a common language, thereby creating a real historiographic myth. Through scrupulous surveys Dartein analyzed the monuments in depth, documenting his research with notes and graphic material (today in private archives). This essay examines some unpublished material (the notebooks C’, D, K, N, S) concerning St. Ambrose at Milan in the years of its 19th century restoration, emphasizing Dartein’s method of investigation and his speculations on structure and chronology. FERNAND DE DARTEIN’S ARCHIVE PAPERS: NEW CONTRIBUTIONS TO THE STUDY OF ST. AMBROSE’S BASILICA AT MILAN Tancredi Bella The drawings of the cupola and tower show conjectures regarding an earlier cross-vault roof for the basilica, adjacent to the apse, prior to the drum and to the tower. Some notes on the masonry enable us to acquire information on its state of conservation before the 19th and 20th century restorations. The much debated problem – at the time – of the two rectangular vaults in the third bay, demolished in 1866, has been examined in the light of this material, together with Gaetano Landriani’s notes (from the Restoration Committee). Finally the Monks’ Bell Tower has been considered, in its connection to the basilica, and some observations are offered concerning the modular structure of the bay (in Dartein’s representation the harmony of colours and proportions are highlighted). The illustration of some cases of graphic reconstruction shows how Dartein’s representations have handed down the historical memory of St. Ambrose, an architecture to which he assigned a capital role in Romanesque architecture in Lombardy.
Sant'Ambrogio; Milano; Dartein; architettura
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/250644
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