Si propone un’analisi della distinzione tra peccatum e delictum e quello del limite tra foro esterno e foro interno nell’esercizio, da parte della Chiesa cattolica, del potere di solvere et ligare, e, soprattutto, delle modalità con cui essa lo esercita ai nostri giorni. La riflessione muove dalla posizione di Papa Francesco di condanna ai mafiosi, considerati scomunicati, e si tenta di chiarire perché in ossequio al principio di legalità e tassatività operante nel diritto penale canonico non si tratti di una effettiva sanzione penale

La Chiesa e la mafia, tra pena e perdono. Spunti per una riflessione sulla relazione tra carità e giustizia nel diritto canonico

Pettinato Cristiana Maria
2016

Abstract

Si propone un’analisi della distinzione tra peccatum e delictum e quello del limite tra foro esterno e foro interno nell’esercizio, da parte della Chiesa cattolica, del potere di solvere et ligare, e, soprattutto, delle modalità con cui essa lo esercita ai nostri giorni. La riflessione muove dalla posizione di Papa Francesco di condanna ai mafiosi, considerati scomunicati, e si tenta di chiarire perché in ossequio al principio di legalità e tassatività operante nel diritto penale canonico non si tratti di una effettiva sanzione penale
giustizia; carità; punibilità; diritto penale canonico; pastorale; apostasia; tradizione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/252403
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