Il punto di partenza dell’indagine è costituito dall’approfondita analisi di un’iscrizione proveniente dall’antica Colbasa in Pisidia, databile al 6 aprile 312 d.C., importante documento sulla cosiddet¬ta ‘Grande Persecuzione’ di Massimino Daia. Per questo imperatore pagano la concessione alla popolazione urbana di Licia-Pan¬filia dell’immunità dalla capitatio nel 1° giugno 313 (Codex Theodosianus 13, 10, 2) dovette costituire un espediente politi¬co fondamentale per accattivarsi le simpatie delle città di questa provincia che avrebbero potuto sentirsi lusingate dalle ‘promesse’ dell’imperatore persecutore. Non sembra, tuttavia, necessario apportare interventi ‘correttivi’ alla data del te¬sto giuridico pur di far ‘quadrare’ ad ogni costo i conti con il testo epigrafico. È possibile invece conservare i dati trasmessi dall’una e dall’altra fonte con le loro rispettive datazioni. Prima del testo codificato in norma ne esistette uno inciso nella pietra; il testo normativo doveva, cioè, presupporre un testo ‘altro’, cronologicamente anteriore e non necessariamente incluso nella vastissima raccolta di costituzioni imperiali confluite nel Theodosianus. Il confronto tra testo legislativo e testo iscritto consente anzi di cogliere la concreta dinamica dei rapporti fra il potere imperiale ed i governi cittadini, fra centralismo statale e periferie, tra Roma e le disperse realtà locali.

Città "premiate" e città "punite" nell'Asia Minore tardoantica: pagani e cristiani tra promesse e minacce imperiali

ARENA, Gaetano Maria
2009

Abstract

Il punto di partenza dell’indagine è costituito dall’approfondita analisi di un’iscrizione proveniente dall’antica Colbasa in Pisidia, databile al 6 aprile 312 d.C., importante documento sulla cosiddet¬ta ‘Grande Persecuzione’ di Massimino Daia. Per questo imperatore pagano la concessione alla popolazione urbana di Licia-Pan¬filia dell’immunità dalla capitatio nel 1° giugno 313 (Codex Theodosianus 13, 10, 2) dovette costituire un espediente politi¬co fondamentale per accattivarsi le simpatie delle città di questa provincia che avrebbero potuto sentirsi lusingate dalle ‘promesse’ dell’imperatore persecutore. Non sembra, tuttavia, necessario apportare interventi ‘correttivi’ alla data del te¬sto giuridico pur di far ‘quadrare’ ad ogni costo i conti con il testo epigrafico. È possibile invece conservare i dati trasmessi dall’una e dall’altra fonte con le loro rispettive datazioni. Prima del testo codificato in norma ne esistette uno inciso nella pietra; il testo normativo doveva, cioè, presupporre un testo ‘altro’, cronologicamente anteriore e non necessariamente incluso nella vastissima raccolta di costituzioni imperiali confluite nel Theodosianus. Il confronto tra testo legislativo e testo iscritto consente anzi di cogliere la concreta dinamica dei rapporti fra il potere imperiale ed i governi cittadini, fra centralismo statale e periferie, tra Roma e le disperse realtà locali.
Città; Asia Minore; Impero romano; Paganesimo; Cristianesimo; Epigrafia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/25965
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