The first part of this essay describes and compares the two main ancient positions on the origin of the world: ‘creationism’, whose main representative in the classical age was Plato, and ‘eternalism’, supported mainly by Aristotle in the same age. The second part of the research focuses on the outcomes of the conflict between the two aforementioned points of view, since neither the Platonic nor Aristotelian position was accepted by their respective followers in a linear and straightforward way. In late antiquity, the principal contributions to the debate on the question of the origin of the world, in general, and on the contrast between the Platonic and Aristotelian positions, in particular, have come mainly from Plotinus, Proclus, Ammonius of Hermias and John Philoponus; among these, all except the Christian Philoponus, will confirm (except for some important exegetical differences), against Aristotle, the metaphorical and not literal reading of Plato’s Timaeus myth, which had already been proposed by the academic philosophers Speusippus and Xenocrates. An examination of several texts by these philosophers will provide us with a complex and varied framework on the question, and finally, the discussion on the problem of the origin of the universe will shed light on another very discussed issue between neoplatonic exegetes, that is strictly connected to the question of the origin of the world: that of the causality of the first principle.

La prima parte dell’articolo mette a confronto le due principali posizioni antiche sull'origine del mondo: il creazionismo, il cui principale rappresentante in età classica fu Platone, e l'eternalismo, sostenuto nella medesima età soprattutto da Aristotele. La seconda parte della ricerca verte sugli esiti del contrasto tra i due summenzionati punti di vista, dal momento che né la posizione platonica né quella aristotelica vennero accolte dai loro rispettivi seguaci in maniera lineare e semplice. Nella tarda antichità, i maggiori contributi al dibattito sulla questione dell'origine del mondo, in generale, e in merito al contrasto tra le posizioni platonica e aristotelica, nello specifico, sono giunti principalmente da Plotino, Proclo, Ammonio di Ermia e Giovanni Filopono; tra questi, tutti, ad eccezione del cristiano Filopono, confermeranno (fatte salve alcune importanti differenze esegetiche), contro Aristotele, la lettura metaforica e non letterale del testo platonico, che era già stata proposta dagli accademici Speusippo e Senocrate. L'esame di alcuni testi di questi filosofi ci restituirà sulla questione un quadro ermeneutico complesso e variegato; infine, la disamina del problema dell'origine del cosmo permetterà di far luce su un'altra questione dibattutissima tra gli esegeti e a quel problema strettamente connessa: quella della causalità del primo principio.

Creazionismo, eternalismo e causalità del primo principio. Platone, Aristotele e alcuni interpreti neoplatonici

CARDULLO, Rosa Loredana
2010-01-01

Abstract

La prima parte dell’articolo mette a confronto le due principali posizioni antiche sull'origine del mondo: il creazionismo, il cui principale rappresentante in età classica fu Platone, e l'eternalismo, sostenuto nella medesima età soprattutto da Aristotele. La seconda parte della ricerca verte sugli esiti del contrasto tra i due summenzionati punti di vista, dal momento che né la posizione platonica né quella aristotelica vennero accolte dai loro rispettivi seguaci in maniera lineare e semplice. Nella tarda antichità, i maggiori contributi al dibattito sulla questione dell'origine del mondo, in generale, e in merito al contrasto tra le posizioni platonica e aristotelica, nello specifico, sono giunti principalmente da Plotino, Proclo, Ammonio di Ermia e Giovanni Filopono; tra questi, tutti, ad eccezione del cristiano Filopono, confermeranno (fatte salve alcune importanti differenze esegetiche), contro Aristotele, la lettura metaforica e non letterale del testo platonico, che era già stata proposta dagli accademici Speusippo e Senocrate. L'esame di alcuni testi di questi filosofi ci restituirà sulla questione un quadro ermeneutico complesso e variegato; infine, la disamina del problema dell'origine del cosmo permetterà di far luce su un'altra questione dibattutissima tra gli esegeti e a quel problema strettamente connessa: quella della causalità del primo principio.
The first part of this essay describes and compares the two main ancient positions on the origin of the world: ‘creationism’, whose main representative in the classical age was Plato, and ‘eternalism’, supported mainly by Aristotle in the same age. The second part of the research focuses on the outcomes of the conflict between the two aforementioned points of view, since neither the Platonic nor Aristotelian position was accepted by their respective followers in a linear and straightforward way. In late antiquity, the principal contributions to the debate on the question of the origin of the world, in general, and on the contrast between the Platonic and Aristotelian positions, in particular, have come mainly from Plotinus, Proclus, Ammonius of Hermias and John Philoponus; among these, all except the Christian Philoponus, will confirm (except for some important exegetical differences), against Aristotle, the metaphorical and not literal reading of Plato’s Timaeus myth, which had already been proposed by the academic philosophers Speusippus and Xenocrates. An examination of several texts by these philosophers will provide us with a complex and varied framework on the question, and finally, the discussion on the problem of the origin of the universe will shed light on another very discussed issue between neoplatonic exegetes, that is strictly connected to the question of the origin of the world: that of the causality of the first principle.
creazionismo; eternalismo; causalità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/30551
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