Il felice annodamento che negli anni della Riforma gentiliana viene a proporsi fra orientamenti della scuola pubblica - a livello elementare e popolare - e cultura nuova dell’educazione, specialmente in virtù della funzione di mediazione istituzionale realizzata dall’azione di Giuseppe Lombardo Radice, rappresenta il termine di un lungo processo di maturazione di istanze di rinnovamento operanti nel dibattito pedagogico già dall’alba del nuovo secolo e diffuse lungo tutto un versante interno del panorama della scuola italiana attraversato da profonde ansie di rigenerazione e cambiamento. La preziosa opera realizzata da Lombardo Radice si rende punto di sintesi e atto di codificazione di forme di sperimentalismo educativo, nonché di esperienze e d’istanze di rigenerazione delle pratiche formative, operanti già dall’inizio del secolo, all’interno di un panorama movimentato dal senso di un’urgenza di ‘riforma’ che agita in particolar misura il mondo della scuola primaria, richiamandola al senso di una missione di civilizzazione popolare. La peculiare curvatura democratica assegnata nelle intenzioni di Lombardo Radice all’indirizzo di riforma della scuola elementare catalizza intorno a sé il senso della radicalità dei problemi operanti dentro la questione pedagogica, rivelando come al fondo della riflessione sullo spirito e sui modelli di rinnovamento delle pratiche educative risiedessero motivi politicamente densi, attinenti alle grandi visioni di sviluppo della nazione. La radicalità impressa alla questione educativa da figure come quella di Giuseppe Lombardo Radice chiama in causa, altresì, quale tema storiograficamente sensibile, la valutazione dei legami virtualmente esistenti fra affermazione della pedagogia nuova e opportunità di modernizzazione della vita nazionale a partire dalla rigenerazione del costume educativo e scolastico. Essa inoltre sollecita a non perdere di vista l’inquadramento del tema del cambiamento dei modelli educativi all’interno di un più esteso dibattito – di caratterizzazione primonovecentesca – che attiene alla realizzazione della vocazione popolare della scuola e al compimento di una figura ‘collaborativa’ del maestro, inteso come primo operatore sociale a servizio di una missione democratica e nazionale.

Ansia di riforma e crescita di una cultura nuova dell'educazione nel primo quarto di secolo

TODARO, LETTERIO
2010-01-01

Abstract

Il felice annodamento che negli anni della Riforma gentiliana viene a proporsi fra orientamenti della scuola pubblica - a livello elementare e popolare - e cultura nuova dell’educazione, specialmente in virtù della funzione di mediazione istituzionale realizzata dall’azione di Giuseppe Lombardo Radice, rappresenta il termine di un lungo processo di maturazione di istanze di rinnovamento operanti nel dibattito pedagogico già dall’alba del nuovo secolo e diffuse lungo tutto un versante interno del panorama della scuola italiana attraversato da profonde ansie di rigenerazione e cambiamento. La preziosa opera realizzata da Lombardo Radice si rende punto di sintesi e atto di codificazione di forme di sperimentalismo educativo, nonché di esperienze e d’istanze di rigenerazione delle pratiche formative, operanti già dall’inizio del secolo, all’interno di un panorama movimentato dal senso di un’urgenza di ‘riforma’ che agita in particolar misura il mondo della scuola primaria, richiamandola al senso di una missione di civilizzazione popolare. La peculiare curvatura democratica assegnata nelle intenzioni di Lombardo Radice all’indirizzo di riforma della scuola elementare catalizza intorno a sé il senso della radicalità dei problemi operanti dentro la questione pedagogica, rivelando come al fondo della riflessione sullo spirito e sui modelli di rinnovamento delle pratiche educative risiedessero motivi politicamente densi, attinenti alle grandi visioni di sviluppo della nazione. La radicalità impressa alla questione educativa da figure come quella di Giuseppe Lombardo Radice chiama in causa, altresì, quale tema storiograficamente sensibile, la valutazione dei legami virtualmente esistenti fra affermazione della pedagogia nuova e opportunità di modernizzazione della vita nazionale a partire dalla rigenerazione del costume educativo e scolastico. Essa inoltre sollecita a non perdere di vista l’inquadramento del tema del cambiamento dei modelli educativi all’interno di un più esteso dibattito – di caratterizzazione primonovecentesca – che attiene alla realizzazione della vocazione popolare della scuola e al compimento di una figura ‘collaborativa’ del maestro, inteso come primo operatore sociale a servizio di una missione democratica e nazionale.
EDUCAZIONE; SCUOLA; ATTIVISMO
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