Il saggio evidenzia i riflessi, nella Sicilia ottocentesca, del coevo dibattito riformista presente in Europa, che ruotava intorno a due temi: l'applicazione dei principi della moderna agronomia e la riforma del sistema ereditario. Nell'isola entrambe queste tematiche vennero recepite dal "partito costituzionale" che però si divise in due fazioni: quella favorevole alla recezione dell'agronomia, capeggiata da Carlo Cottone, e l'altra, guidata dal nipote Giuseppe Ventimiglia, sfavorevole alla riforma ereditaria. In questa prospettiva l'eredità più importante del partito costituzionale fu il varo della Costituzione siciliana del '12 esemplata su quella inglese che sancì l'eversione della feudalità.

La nobiltà meridionale tra resistenze ed innovazione (1812-1860)

Giovanna Canciullo
2018

Abstract

Il saggio evidenzia i riflessi, nella Sicilia ottocentesca, del coevo dibattito riformista presente in Europa, che ruotava intorno a due temi: l'applicazione dei principi della moderna agronomia e la riforma del sistema ereditario. Nell'isola entrambe queste tematiche vennero recepite dal "partito costituzionale" che però si divise in due fazioni: quella favorevole alla recezione dell'agronomia, capeggiata da Carlo Cottone, e l'altra, guidata dal nipote Giuseppe Ventimiglia, sfavorevole alla riforma ereditaria. In questa prospettiva l'eredità più importante del partito costituzionale fu il varo della Costituzione siciliana del '12 esemplata su quella inglese che sancì l'eversione della feudalità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/358361
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