Plato’s work, which has always played a central role in the history of Western esotericism, has recently attracted the attention of the Tübingen-Milan School for the socalled “unwritten doctrines”, to which an esoteric nature has been attributed. However, the scholars of esoteric Plato have not always been fully aware of the true meaning of esotericism in the past. In this essay, after a presentation of this theme in the light of the most up-to-date research, I have analysed the sense in which esotericism concerns Plato. I have argued that Platonic esotericism cannot be interpreted as a kind of protological doctrine of the first principles, but should be seen in a symbolic-anagogical way that in fact retrieves the experience of traditional mystery-cults, which in Plato is framed and governed within a philosophical discourse. Finally, I conclude that Plato is central to European culture because he linked together three fundamental aspects: the dialectical-argumentative dimension, thereby establishing the Western canon of philosophy; the allegorical-narrative aspect, expressed in the narrative of the myth in the popular dimension of religiosity; and finally the esoteric-initiatory one, found in the oral teaching of the unwritten doctrines and which is typical of Gnosis, aiming at a spiritual elevation and contemplation of the True, understood as absolutely ineffable.

L’opera di Platone, che ha sempre avuto un ruolo centrale tra i cultori dell’esoterismo occidentale, ha di recente richiamato l’attenzione della scuola di Tubinga-Milano per le cosiddette “dottrine non scritte”, cui si attribuisce una natura esoterica. Tuttavia non sempre si ha piena consapevolezza di cosa sia stato storicamente l’esoterismo. In questo saggio, dopo una presentazione di tale tema alla luce delle più aggiornate ricerche, si analizza in che senso esso possa essere proprio di Platone. Si sostiene che non è possibile intendere l’esoterismo platonico come una sorta di dottrina protologica dei primi principi, bensì si debba parlare di una via simbolico-anagogica che di fatto recupera l’esperienza misterica della religione tradizionale, che viene inquadrata e regimentata all’interno di un discorso filosofico. Per cui si conclude infine che Platone risulta centrale nella cultura europea perché ha congiunto insieme tre fondamentali suoi aspetti: la dimensione dialettico-argomentativa, con ciò fondando il canone occidentale della filosofia; l’aspetto allegorico-narrativo, dando espressione nel racconto del mito alla dimensione popolare della religiosità; infine quello esoterico-iniziatico, depositato nell’insegnamento orale delle dottrine non scritte e che è tipico della gnosi e che punta alla elevazione spirituale e alla contemplazione del Vero nella sua dimensione di ineffabilità.

Alcune osservazioni sul significato delle dottrine non scritte e dell’esoterismo in Platone

Francesco Coniglione
2017

Abstract

L’opera di Platone, che ha sempre avuto un ruolo centrale tra i cultori dell’esoterismo occidentale, ha di recente richiamato l’attenzione della scuola di Tubinga-Milano per le cosiddette “dottrine non scritte”, cui si attribuisce una natura esoterica. Tuttavia non sempre si ha piena consapevolezza di cosa sia stato storicamente l’esoterismo. In questo saggio, dopo una presentazione di tale tema alla luce delle più aggiornate ricerche, si analizza in che senso esso possa essere proprio di Platone. Si sostiene che non è possibile intendere l’esoterismo platonico come una sorta di dottrina protologica dei primi principi, bensì si debba parlare di una via simbolico-anagogica che di fatto recupera l’esperienza misterica della religione tradizionale, che viene inquadrata e regimentata all’interno di un discorso filosofico. Per cui si conclude infine che Platone risulta centrale nella cultura europea perché ha congiunto insieme tre fondamentali suoi aspetti: la dimensione dialettico-argomentativa, con ciò fondando il canone occidentale della filosofia; l’aspetto allegorico-narrativo, dando espressione nel racconto del mito alla dimensione popolare della religiosità; infine quello esoterico-iniziatico, depositato nell’insegnamento orale delle dottrine non scritte e che è tipico della gnosi e che punta alla elevazione spirituale e alla contemplazione del Vero nella sua dimensione di ineffabilità.
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