Maria Carolina di Napoli, sorella maggiore di Maria Antonietta di Francia, ha rappresentato una significativa espressione di potere nella società europea alla conclusione dell’Antico regime. Tuttavia se Maria Antonietta di Francia è stata riconsiderata all’interno di un cantiere storiografico i cui lavori sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti, scarseggia invece un giudizio complessivamente equilibrato e spassionato su Maria Carolina. Variamente giudicata dalla storiografia, sia da quella del suo tempo sia da quella a noi più vicina, Maria Carolina ebbe grande influenza politica nel Regno di Napoli fin dagli anni Settanta del secolo XVIII: infatti, la giubilazione di Bernardo Tanucci, con le conseguenze che essa ebbe sul piano delle influenze internazionali, lasciò ampia libertà d’azione alla regina, i cui orientamenti antispagnoli e antifrancesi non costituivano un mistero per le Cancellerie europee. Gli intellettuali della sua epoca e gli studiosi contemporanei che hanno raccontato la sua vita sono tanti, quasi del tutto assenti gli storici italiani che le hanno dato uno spazio nei loro trattati: Maria Carolina è stata per lungo tempo poco più che un fantasma, utile semmai a renderla responsabile di quei tragici atteggiamenti popolari che culminarono nella rivoluzione del 1799. L’interesse per la regina napoletana trae origine dalla necessità di ricostruire un’immagine sottratta alle ancora influenti interpretazioni del passato (si v. a tal proposito le osservazioni di R. Ajello, I filosofi e la regina: il governo delle due Sicilie da Tanucci a Caracciolo), dunque più aggiornata ed ispirata ai canoni della più recente storiografia sul regno di Napoli nel XVIII secolo ( G. Cirilllo, E. Chiosi, A. De Francesco, V. Ferrone, A. M. Rao, B. Salvemini, G. Sodano, R. Tufano etc.) Il presente intervento si propone di presentare i risultati di un’analisi da me condotta sui Journaux della regina Maria Carolina di Napoli, resoconto degli eventi privati relativi agli anni 1781-1785 custoditi presso l’Archivio di Stato del capoluogo partenopeo, pubblicati dalla sottoscritta nel volume Sentimenti e Politica. Il diario inedito della regina Maria Carolina di Napoli (1781-1785), FrancoAngeli, 2014 e in una versione in lingua inglese più aggiornata nel volume The diary of Maria Carolina of Naples ,1781-1785. New evidences of Queenship at Court, Palgrave Mac Millan, 2016. Il proposito è quello di mettere in luce alcuni risvolti poco noti del ruolo pubblico - politico, sociale, culturale - svolto dalla sovrana, pur non trascurando i molteplici aspetti della sua vita intima. A tal proposito si sono rivelati particolarmente interessanti i numerosissimi riferimenti, presenti nei Journaux, alle udienze, agli incontri con esponenti di spicco del mondo politico europeo, dell’ambiente diplomatico, del clero, dei milieux artistici e scientifici. Perseguendo questo obiettivo, emergono momenti in cui pubblico e privato si articolano, in cui l’impegno politico-sociale e quello speso in ambito familiare si congiungono valorizzando il ruolo svolto dalla regina, restituendoci così un’immagine completamente diversa della vulgata corrente.

Un intreccio di attività pubbliche e private nei diari della Regina Maria Carolina di Napoli

Cinzia Recca
Primo
2018

Abstract

Maria Carolina di Napoli, sorella maggiore di Maria Antonietta di Francia, ha rappresentato una significativa espressione di potere nella società europea alla conclusione dell’Antico regime. Tuttavia se Maria Antonietta di Francia è stata riconsiderata all’interno di un cantiere storiografico i cui lavori sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti, scarseggia invece un giudizio complessivamente equilibrato e spassionato su Maria Carolina. Variamente giudicata dalla storiografia, sia da quella del suo tempo sia da quella a noi più vicina, Maria Carolina ebbe grande influenza politica nel Regno di Napoli fin dagli anni Settanta del secolo XVIII: infatti, la giubilazione di Bernardo Tanucci, con le conseguenze che essa ebbe sul piano delle influenze internazionali, lasciò ampia libertà d’azione alla regina, i cui orientamenti antispagnoli e antifrancesi non costituivano un mistero per le Cancellerie europee. Gli intellettuali della sua epoca e gli studiosi contemporanei che hanno raccontato la sua vita sono tanti, quasi del tutto assenti gli storici italiani che le hanno dato uno spazio nei loro trattati: Maria Carolina è stata per lungo tempo poco più che un fantasma, utile semmai a renderla responsabile di quei tragici atteggiamenti popolari che culminarono nella rivoluzione del 1799. L’interesse per la regina napoletana trae origine dalla necessità di ricostruire un’immagine sottratta alle ancora influenti interpretazioni del passato (si v. a tal proposito le osservazioni di R. Ajello, I filosofi e la regina: il governo delle due Sicilie da Tanucci a Caracciolo), dunque più aggiornata ed ispirata ai canoni della più recente storiografia sul regno di Napoli nel XVIII secolo ( G. Cirilllo, E. Chiosi, A. De Francesco, V. Ferrone, A. M. Rao, B. Salvemini, G. Sodano, R. Tufano etc.) Il presente intervento si propone di presentare i risultati di un’analisi da me condotta sui Journaux della regina Maria Carolina di Napoli, resoconto degli eventi privati relativi agli anni 1781-1785 custoditi presso l’Archivio di Stato del capoluogo partenopeo, pubblicati dalla sottoscritta nel volume Sentimenti e Politica. Il diario inedito della regina Maria Carolina di Napoli (1781-1785), FrancoAngeli, 2014 e in una versione in lingua inglese più aggiornata nel volume The diary of Maria Carolina of Naples ,1781-1785. New evidences of Queenship at Court, Palgrave Mac Millan, 2016. Il proposito è quello di mettere in luce alcuni risvolti poco noti del ruolo pubblico - politico, sociale, culturale - svolto dalla sovrana, pur non trascurando i molteplici aspetti della sua vita intima. A tal proposito si sono rivelati particolarmente interessanti i numerosissimi riferimenti, presenti nei Journaux, alle udienze, agli incontri con esponenti di spicco del mondo politico europeo, dell’ambiente diplomatico, del clero, dei milieux artistici e scientifici. Perseguendo questo obiettivo, emergono momenti in cui pubblico e privato si articolano, in cui l’impegno politico-sociale e quello speso in ambito familiare si congiungono valorizzando il ruolo svolto dalla regina, restituendoci così un’immagine completamente diversa della vulgata corrente.
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