The essay draws the reference coordinates of Fortini’s journalistic activity. It analyzes his presence as an «ungrateful guest» of newspapers and magazines, where he sets up his conception of the role and function of the intellectual. Even as a journalist, Fortini retains the writer’s breath: he is dialectical and allegorical, conflictual and pedagogical, synthetic and elliptic, loves the aphorism and the paradox. In some articles of the seventies, Fortini explains the reasons for his «non-clarity» that is not the search for obscuritas, but the will to avoid the shortcuts of sectoral languages, the deceptions of political language, the reduction of complexity.

Il saggio traccia le coordinate di riferimento dell’attività giornalistica di Franco Fortini. Analizza la sua presenza come «ospite ingrato» di giornali e riviste, dove mette a punto la sua concezione del ruolo e della funzione dell’intellettuale. Anche da giornalista, Fortini conserva il respiro dello scrittore: è dialettico ed allegorico, conflittuale e pedagogico, sintetico ed ellittico, tende all’aforisma e al paradosso. In alcuni articoli degli anni Settanta, Fortini spiega le ragioni della sua «non chiarezza» che non è la ricerca dell’obscuritas, ma la volontà di evitare le scorciatoie dei linguaggi settoriali, gli inganni del linguaggio politico, la riduzione della complessità.

La «chiarezza» dell’ospite: Fortini giornalista

PALAZZOLO, GIUSEPPE
2017

Abstract

Il saggio traccia le coordinate di riferimento dell’attività giornalistica di Franco Fortini. Analizza la sua presenza come «ospite ingrato» di giornali e riviste, dove mette a punto la sua concezione del ruolo e della funzione dell’intellettuale. Anche da giornalista, Fortini conserva il respiro dello scrittore: è dialettico ed allegorico, conflittuale e pedagogico, sintetico ed ellittico, tende all’aforisma e al paradosso. In alcuni articoli degli anni Settanta, Fortini spiega le ragioni della sua «non chiarezza» che non è la ricerca dell’obscuritas, ma la volontà di evitare le scorciatoie dei linguaggi settoriali, gli inganni del linguaggio politico, la riduzione della complessità.
The essay draws the reference coordinates of Fortini’s journalistic activity. It analyzes his presence as an «ungrateful guest» of newspapers and magazines, where he sets up his conception of the role and function of the intellectual. Even as a journalist, Fortini retains the writer’s breath: he is dialectical and allegorical, conflictual and pedagogical, synthetic and elliptic, loves the aphorism and the paradox. In some articles of the seventies, Fortini explains the reasons for his «non-clarity» that is not the search for obscuritas, but the will to avoid the shortcuts of sectoral languages, the deceptions of political language, the reduction of complexity.
letteratura italiana, critica letteraria, Franco Fortini, giornalismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/366740
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