The aim of this paper is to bring into focus the interconnections between performance and identity dynamics in the construction of Orphan Black’s female characters. The Canadian sci-fi tv series was broadcast on Space in Canada and on BBC America from 2013 and is currently a NETFLIX distribution. Its main character, Sarah Manning, steals the identity of another woman - who looks like her double - after witnessing her suicide. Her saga, which spans 5 seasons, is set off by the discovery that she is one of many clones, and by her desire to unmask - together with her "sisters" she meets during her investigation - those responsible for the experiment and its criminal aims. The dystopian landscape which is the background to the sci-fi narration appears susceptible to a reading based on the correlation - identified by Mitchell in Cloning Terror. The War of Images, 9/11 to the present - between terrorism, clonation and war of images. Yet, it is Tatiana Maslany’s identity-focused performance which can be the source of a critique and a deconstruction of this product (the actress received wide acclaim and awards for her extraordinary interpretation of Orphan Black’s different clone characters). To construct the various subjectivities, she duplicates and reinvents her own image, thus rewriting the paradigm of sisterhood within a post-human scenario. 

L’obiettivo del paper è quello di mettere a fuoco gli intrecci fra performance e dinamiche identitarie nella costruzione delle persoangge di Orphan Black. La serie canadese (andata in onda su Space in Canada e su BBC America dal 2013 al 2017 e distribuita oggi sulla piattaforma NETFLIX) ha come protagonista una donna, Sarah Manning, che assume l’identità di un’altra, identica a lei, dopo avere assistito al suo suicidio. Le sue avventure, narrate nelle 5 stagioni, sono innescate dalla scoperta di essere uno dei molti cloni in circolazione, e dalla volontà di smascherare – insieme alle “sorelle” conosciute nel corso della sua indagine – i responsabili della sperimentazione e il loro progetto criminale. Il paesaggio distopico che fa da sfondo alla narrazione fantascientifica sembra leggibile alla luce della correlazione individuata da Mitchell (Cloning Terror. e War of Images, 9/11 to the present, 2011) fra terrorismo, clonazione e guerra delle immagini. Eppure una critica e una decostruzione di questo dispositivo sembra provenire dalle performance identitarie messe in atto da Tatiana Maslany (pluripremiata per la straordinaria interpretazione dei differenti ruoli dei cloni protagonisti di Orphan Black), che nella costruzione delle differenti soggettività clona e reinventa la propria immagine, riscrivendo il paradigma della sorellanza entro uno scenario postumano.

Cloning Self. Roles and Identities in Orphan Black

Rizzarelli Maria
2019

Abstract

L’obiettivo del paper è quello di mettere a fuoco gli intrecci fra performance e dinamiche identitarie nella costruzione delle persoangge di Orphan Black. La serie canadese (andata in onda su Space in Canada e su BBC America dal 2013 al 2017 e distribuita oggi sulla piattaforma NETFLIX) ha come protagonista una donna, Sarah Manning, che assume l’identità di un’altra, identica a lei, dopo avere assistito al suo suicidio. Le sue avventure, narrate nelle 5 stagioni, sono innescate dalla scoperta di essere uno dei molti cloni in circolazione, e dalla volontà di smascherare – insieme alle “sorelle” conosciute nel corso della sua indagine – i responsabili della sperimentazione e il loro progetto criminale. Il paesaggio distopico che fa da sfondo alla narrazione fantascientifica sembra leggibile alla luce della correlazione individuata da Mitchell (Cloning Terror. e War of Images, 9/11 to the present, 2011) fra terrorismo, clonazione e guerra delle immagini. Eppure una critica e una decostruzione di questo dispositivo sembra provenire dalle performance identitarie messe in atto da Tatiana Maslany (pluripremiata per la straordinaria interpretazione dei differenti ruoli dei cloni protagonisti di Orphan Black), che nella costruzione delle differenti soggettività clona e reinventa la propria immagine, riscrivendo il paradigma della sorellanza entro uno scenario postumano.
The aim of this paper is to bring into focus the interconnections between performance and identity dynamics in the construction of Orphan Black’s female characters. The Canadian sci-fi tv series was broadcast on Space in Canada and on BBC America from 2013 and is currently a NETFLIX distribution. Its main character, Sarah Manning, steals the identity of another woman - who looks like her double - after witnessing her suicide. Her saga, which spans 5 seasons, is set off by the discovery that she is one of many clones, and by her desire to unmask - together with her "sisters" she meets during her investigation - those responsible for the experiment and its criminal aims. The dystopian landscape which is the background to the sci-fi narration appears susceptible to a reading based on the correlation - identified by Mitchell in Cloning Terror. The War of Images, 9/11 to the present - between terrorism, clonation and war of images. Yet, it is Tatiana Maslany’s identity-focused performance which can be the source of a critique and a deconstruction of this product (the actress received wide acclaim and awards for her extraordinary interpretation of Orphan Black’s different clone characters). To construct the various subjectivities, she duplicates and reinvents her own image, thus rewriting the paradigm of sisterhood within a post-human scenario. 
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/367296
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