This essay is dedicated to the way in which the 1917 epic and the civil war were recounted in Soviet cinema, in the period between the first decade of the revolution and the Second World War. Soviet cinema was an important vehicle for communist propaganda in the world and for the legitimization of the new regime within the country. In this context, since the 1920s, the films about the revolution that became a real film genre, focused on the cult of Lenin, first, and then Stalin, had a remarkable place. The Stalinist era put an end, in many ways, to the roaring 1920s of Soviet cinema. The revolution of 17 and the early years of the regime were evoked to create a political mythology based on a falsification.

Questo saggio è dedicato al modo in cui l’epopea del 1917 e la guerra civile sono state raccontate nel cinema sovietico, nel periodo compreso tra il primo decennale della rivoluzione e la seconda guerra mondiale. Il cinema sovietico costituì un veicolo importante per la propaganda comunista nel mondo e per la legittimazione del nuovo regime all’interno del paese. In questo quadro, un posto notevole lo ebbero, fin dagli anni venti, i film sulla rivoluzione che diventarono un vero e proprio genere cinematografico, incentrato sul culto di Lenin, prima, e di Stalin, poi. L’epoca staliniana pose fine, per molti versi, ai ruggenti anni venti del cinema sovietico. La rivoluzione del ’17 e i primi anni del regime vennero rievocati per creare una mitologia politica fondata su una falsificazione del 1917 e i film – come ad esempio Lenin in Ottobre e Lenin nel 1918 o Il grande cittadino – furono usati per giustificare le purghe staliniane e per proporre l“uomo nuovo” sovietico (la trilogia di Maksim). I film propagandarono l’idea che proprio perché la rivoluzione stava “vincendo” più forte si stava scatenando la reazione dei nemici di classe, che andavano annientati senza pietà, come aveva insegnato Lenin.

Il cinema sovietico sulla rivoluzione e la fine della rivoluzione nel cinema, 1927-1941

ermanno taviani
2019

Abstract

Questo saggio è dedicato al modo in cui l’epopea del 1917 e la guerra civile sono state raccontate nel cinema sovietico, nel periodo compreso tra il primo decennale della rivoluzione e la seconda guerra mondiale. Il cinema sovietico costituì un veicolo importante per la propaganda comunista nel mondo e per la legittimazione del nuovo regime all’interno del paese. In questo quadro, un posto notevole lo ebbero, fin dagli anni venti, i film sulla rivoluzione che diventarono un vero e proprio genere cinematografico, incentrato sul culto di Lenin, prima, e di Stalin, poi. L’epoca staliniana pose fine, per molti versi, ai ruggenti anni venti del cinema sovietico. La rivoluzione del ’17 e i primi anni del regime vennero rievocati per creare una mitologia politica fondata su una falsificazione del 1917 e i film – come ad esempio Lenin in Ottobre e Lenin nel 1918 o Il grande cittadino – furono usati per giustificare le purghe staliniane e per proporre l“uomo nuovo” sovietico (la trilogia di Maksim). I film propagandarono l’idea che proprio perché la rivoluzione stava “vincendo” più forte si stava scatenando la reazione dei nemici di classe, che andavano annientati senza pietà, come aveva insegnato Lenin.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/370759
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