Nell’Azerbaigian occidentale una missione italo-azera sta scavando una necropoli con tumuli funerari realizzati dal IV al I millennio a.C. Tra salme corredi e slitte carbonizzate emerge il ritratto di una società nomade di tipo egualitario ma divisa per credenze e culti magici Tumuli con una fossa scavata nella terra ricoperta poi da un monticolo in pietra. Sono i kurgan, chiara espressione di una tradizione funeraria che nasce nelle steppe russe durante il V millennio a.C., ma che lentamente si trasferisce verso sud in tutta l’area del Caucaso meridionale diventando uno dei pochi elementi tangibili della presenza delle popolazioni nomadiche in questa regione tra IV e I millennio a.C. Note già dai racconti dello storico greco Erodoto (V sec. a.C.), tali strutture sono di straordinario interesse per gli studiosi intenti a coniugare l’esame dei costumi funerari con l’indagine sulle comunità nomadiche.

Missione kurgan. Novità dal Caucaso meridionale

Laneri N.
Primo
Investigation
;
2019

Abstract

Nell’Azerbaigian occidentale una missione italo-azera sta scavando una necropoli con tumuli funerari realizzati dal IV al I millennio a.C. Tra salme corredi e slitte carbonizzate emerge il ritratto di una società nomade di tipo egualitario ma divisa per credenze e culti magici Tumuli con una fossa scavata nella terra ricoperta poi da un monticolo in pietra. Sono i kurgan, chiara espressione di una tradizione funeraria che nasce nelle steppe russe durante il V millennio a.C., ma che lentamente si trasferisce verso sud in tutta l’area del Caucaso meridionale diventando uno dei pochi elementi tangibili della presenza delle popolazioni nomadiche in questa regione tra IV e I millennio a.C. Note già dai racconti dello storico greco Erodoto (V sec. a.C.), tali strutture sono di straordinario interesse per gli studiosi intenti a coniugare l’esame dei costumi funerari con l’indagine sulle comunità nomadiche.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/373879
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