Pain is part of life: it is one of the ontological roots and forms of human fragility. It is a disturbing presence for the radical and universal cipher of the life project of every human being; however, it is also a generative experience, which casts new light on our being in the world. Exploring the path of pedagogical hermeneutics is a possible attempt to establish fragility in education as an important aspect of the process of existential evolution and to reflect on a pedagogy of the facial expression as a hermeneutic device to grasp the deep, communicable intimacy. This is where the language of words is interwoven with the silent language of faces and looks, and the language of tears becomes a symbolic and metaphorical device to rediscover the value of interiority and human feeling, amid suffering and revelation.

Il dolore fa parte della vita: è una delle radici ontologiche e delle forme di umana fragilità. È una presenza “inquieta” per la cifra così radicale e universale del progetto vitale di ogni essere umano; ma è anche un’esperienza generativa, che getta nuova lu- ce sul nostro esserci nel mondo. Intraprendere la strada di una ermeneutica pedagogica è un possibile tentativo per affermare un’educazione alla fragilità come aspetto importante del processo di evoluzione esistenziale e per riflettere su una pedagogia dello sguardo come congegno ermeneutico per cogliere la profonda intimità comunicabile. Ecco che il linguaggio delle parole si intreccia al linguaggio silenzioso dei volti e degli sguardi. Ecco che il linguaggio delle lacrime diventa dispositivo simbolico e metaforico per riscoprire il valore dell’interiorità e dell’umano sentire, tra patimento e rivelazione.

Elogio della fragilità

D'Aprile G.
2019

Abstract

Il dolore fa parte della vita: è una delle radici ontologiche e delle forme di umana fragilità. È una presenza “inquieta” per la cifra così radicale e universale del progetto vitale di ogni essere umano; ma è anche un’esperienza generativa, che getta nuova lu- ce sul nostro esserci nel mondo. Intraprendere la strada di una ermeneutica pedagogica è un possibile tentativo per affermare un’educazione alla fragilità come aspetto importante del processo di evoluzione esistenziale e per riflettere su una pedagogia dello sguardo come congegno ermeneutico per cogliere la profonda intimità comunicabile. Ecco che il linguaggio delle parole si intreccia al linguaggio silenzioso dei volti e degli sguardi. Ecco che il linguaggio delle lacrime diventa dispositivo simbolico e metaforico per riscoprire il valore dell’interiorità e dell’umano sentire, tra patimento e rivelazione.
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